UN DESERTO

La banchina della stazione dove gli utenti – pendolari del servizio di trasporto pubblico è quasi vuota. Siamo alla vigilia del Ferragosto, la data simbolo di ogni estate che si rispetti e, tutto sommato, qualcosa da fare lo trovano tutti. O quasi. 

Comunque, un tizio a pochi metri da me vede e provvede e commenta che, lunedì prossimo, qui, ce sarà er deserto dei Tartari! Ipotizzando che nella prossima settimana la città si svuoterà ancor di più e chissà se il già menzionato tizio conosca l’opera di Dino Buzzati. Forse sì perché quel romanzo ha fornito spunto per un film di successo. E, tuttavia, non è importante.

 

Mi guardo intorno; qualche giovane con lo zaino e le valigie pronto a partire, operai edili con abiti da fatiche che verranno, travet che, probabilmente, le ferie le hanno giù fatte. 

E, ancora, quando scendo dal treno per effettuare il cambio con la metropolitana, un signore con una cane di discreta stazza, colore bianco. 

Noto che, oltre a me, un’altra signora legge un libro; gli altri tutti a scuriosare sul proprio smartphone. Magari ad approfondire, fatti e particolari della tragica vicenda di Milano dove, qualche giorno fa, alcuni ragazzini minorenni hanno travolto e ucciso una donna con una macchina rubata. La macchina, pare, appartenesse a quattro giovanotti francesi che l’avevano parcheggiata con tutto il bagaglio dentro. A Roma si direbbe, che bei gaggi! 

E, però, la tragedia è grossa anche se al mondo di drammi ne accadono tutti giorni e a qualsiasi ora. Però vuoi mettere? La vittima è una donna milanese, bianca, probabilmente etero, insomma, una di noi! E i colpevoli quattro ragazzini e pure zingari. Così un famoso beota, sciacallo e infame che fa pure il ministro ha detto che bisogna radere al suolo il campo rom dove vivono questi ragazzini e le proprie famiglie. E pensavo, nella speranza di non essere incluso nell’esercito dei buonisti, ascoltando le parole di certi soggetti, in Italia e anche altrove, che la destra ha, ormai, una precisa visione del mondo; l’eliminazione fisica dei poveri e dei marginali senza nessuna alternativa o possibilità di riscatto. Una visione che viene sempre più espressa e ostentata e che ricorda momenti assai bui nella storia dell’umanità. Quindi, sono sceso dalla metropolitana. Oggi c’era pure il posto a sedere, che culo! Alla prossima.    

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