SARA AL TRAMONTO di Maurizio De Giovanni
Mi ritengo un lettore onnivoro, con precise e specifiche preferenze per
determinati generi ma che, di tanto in tanto, s’incammina verso territori meno
conosciuti.
Ecco, quindi, che ho appena finito di leggere un bel romanzo noir, meglio
dire un poliziesco visto che la protagonista principale della storia è proprio
una poliziotta. Meglio una poliziotta in pensione con un passato non precisato
in un’unità investigativa coperta da chissà quali vincoli e segreti operativi e
istruttori, che conduce un’esistenza assai malinconica, con un compagno e un
figlio morti da qualche anno e con l’assillo di riempire giornate che sembrano
davvero vuote.
Arriva, dunque, la chiamata alle armi di una sua vecchia collega che le
chiede di partecipare alle indagini per una ‘riapertura’ di un caso di
omicidio. Si tratta di un ricco imprenditore ucciso brutalmente, di un
assassinio per il quale è stata accusata la figlia che, in quanto sbandata,
stravagante nonché tossicodipendente risponde a tutti i cliché della colpevole
perfetta.
Il caso nasconde invece dei misteri e saranno, appunto, Sara con il suo
improvvisato staff composto dall’ispettore Pardo e da una ragazza Viola,
fotoreporter, in attesa di un bambino ma, soprattutto, ex compagna del figlio
scomparso e del quale la nostra Sara non si è mai occupata più di tanto.
Una storia complessivamente ben costruita che ha il merito di lasciare
costantemente il lettore in un sospeso stato d’incertezza; insomma, non è una
trama con passaggi quasi scontati che dopo cinquanta pagine sai già come va a
finire. E questo non è poco. Poi, la definizione dei personaggi,
sufficientemente precisa e dettagliata e l’ambientazione in una periferia di
Napoli assai misteriosa.
E’ il primo libro di una serie che quest’autore di buon successo, Maurizio
De Giovanni, ha dedicato a questo personaggio scontroso ed enigmatico insomma
assai particolare, Sara Morozzi. Ne sono seguiti altri e non escludo che,
presto o tardi, proseguirò nella lettura. Al prossimo libro.

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