PROIETTORI E CAMPEGGI

Tornando al tempo dell’infanzia o, al più, dell’adolescenza; ecco, avevo degli zii che abitavano in una zona di Roma assai residenziale e borghese, esattamente tra la Balduina e la Camilluccia (me cojoni), pur senza risultare particolarmente ricchi. Lui, dico mio zio, gestiva un laboratorio di cornici e, ogni tanto, ci regalava pure qualche quadro utile ad abbellire i muri delle nostre umili case. I figli dei miei zii, ovvero i miei cugini, avevano, per lo più, la mia stessa età, quindi, erano divertenti le occasioni (rare) nel corso dell’anno durante le quali potevamo incontrarci e stare insieme.

Ora, però, non voglio raccontare la storia di una famigliola della quale, sinceramente, ho perso qualsiasi traccia. Non so neanche se i miei zii siano ancora vivi e cosa diavolo facciano nella vita quei cugini con i quali giocavo a pallone a Natale o a Pasqua.

 Questi vecchi zii con annessi cugini mi sono venuti in mente, semplicemente, in uno di quei singolari giri della mente nella giornata di ieri mentre registravo sul mio smartphone l’ennesima trasmissione, da parte di amici o conoscenti, di foto digitali scattate direttamente e nel corso di qualche vacanza al mare, in montagna o in qualche città d’arte.

E ripensavo, appunto, ai tempi dello zio con il laboratorio di cornici che era un tipo che sapeva far tutto ciò che comportasse una qualsivoglia abilità manuale. Insomma, e si direbbe, il mio esatto contrario. E, tra le sue diverse passioni, figurarsi, c’era pure quella della fotografia. Quindi, e inevitabilmente, faceva foto anche durante le sue vacanze.

Ora, le vacanze dei miei zii con cugini annessi non si svolgevano in chissà quale località esotica. Diversamente, i miei zii con una specie di furgone adibito a camper sceglievano sempre come posto per la ‘villeggiatura estiva’ un campeggio di qualche località situata nella riviera romagnola. Ed erano vacanze lunghe che potevano durare anche un intero mese a alle quali, talvolta e per periodi più limitati, partecipavano i miei nonni.

Poi, quando quest’allegra famigliola tornava alla normale routine autunnale, invernale e anche primaverile, negozio di cornici incluso, organizzava solennemente una cena (o un pranzo) invitando anche noi poveri Cristi che l’estate l’avevamo passata tra Ostia e Torvaianica.

Ecco, allora, che al termine della cena, forse poco prima del dolce, mi zio tirava fuori un particolare attrezzo, un proiettore. Ricordo che era di colore blu, che bisognava spegnere le luci e che mio zio, sempre lui, inseriva in questo strumento delle piccole lastre; erano le diapositive che riproducevano immagini simili a fotografie ma definite con maggior dettaglio e qualità, della vacanze appena trascorse. Con tutti i sorrisi e i commenti del caso.

Devo dire, se ricordo bene, che quelle situazioni per me non erano proprio divertenti. Insomma, e lo confesso, rosicavo nel vedere quegli zii e quei cugini che potevano permettersi una vacanza al mare lunga un mese. Così’ come qualche moto di rabbia e disappunto mi provocano quelle foto digitali scattate con lo smarphone e trasmesse con qualche programma gratuito di messaggeria.

Guardare facce sorridenti ritratte tra qualche scoglio o insenatura o davanti a un mare ancora blu mentre mi dimeno, al massimo, tra le dune di Ostia, provoca alterazioni al mio umore. Come tanti, ma tanti anni fa, con le diapositive del mio vecchio zio corniciaio. Che, chissà ,.che fine ha fatto. Alla prossima.

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