LA LISTA DEI MIEI DESIDERI di Adam Brooks 

Film prodotto direttamente da Netflix e che, quindi, appare inevitabilmente e in bell’evidenza nell’home page della stessa piattaforma che trasmette contenuti on demand. Così che, il povero telespettatore che si sente pure un po’ triste e solitario come il binario di una vecchia canzone interpretata magistralmente da Claudio Villa detto il reuccio, s’incuriosisce e pigramente dice e si dice, proviamo a vedere di cosa si tratta.

Nelle scene iniziali c’è una donna neanche troppo vecchia e che, comunque, mantiene un aspetto curato e giovanile (i settanta sono i nuovi sessanta  e così via)  che ospita una festicciola con la presenza di figli e nuore. La signora, per completezza d’informazione, tiene tre figli, due maschi e una femmina; l’ultima e, si dice, la preferita. Questa gestisce l’azienda di famiglia ma, non appena la mamma muore, scopre di esser stata licenziata. Dalla mamma e, direttamente, dalla tomba. Però, e c’è un però, la cara mamma tanto per non sconfessare la generale impressione di avere un debole per questa figlia prediletta lo ha fatto per lei. Dichiarandolo nella registrazione contenuta nel primo DVD che lascia e che viene visto dopo la sua dipartita. Ora, la giovane Alex si è ben disimpegnata nel suo ruolo di manager di un’azienda che commercia cosmetici ma, questo, non fa parte dei suoi desideri. Desideri che, quand’era preadolescente e tredicenne, scrisse su un pezzo di carta poi ritrovato dalla stessa genitrice. Che, quindi, le chiede, in cambio di una buona eredità, di esaudire, appunto, questi desideri in un arco temporale assai ristretto; prima della fine dell’anno solare. 

In realtà la lista contiene desideri non proprio originali; diventare un’insegnante, suonare il piano, esibirsi su un palco in una specie di sketch e, ancora e ancore. E, pure, trovare il grande amore della propria vita ma questo è un po’ più complicato.

Alla fine della fiera, la nostra giovane riesce a coronare tutti i desideri espressi in piena preadolescenza, con una velocità assai romanzata e romanzesca. Tranne quello d’innamorarsi perdutamente di qualcuno. Ma, questo non si rivelerà necessario. Insomma un finale della serie e tutti vissero felici e contenti, degno coronamento di una commediola leggera, senza particolari guizzi tematici, con uno svolgimento assai scontato e con dialoghi non irresistibili. Però, insomma, questa storia della lista dei desideri fa un po’ riflettere su quelle tante vite trascorse in larga parte a far qualcosa che proprio non ci piace.

Quanto a questo film, ho letto recensioni ferocemente negative; io, sarà per il caldo opprimente, sono più indulgente. In fondo lo si può anche guardare per passare due ore senza pensieri. O, meglio, con l’unico pensiero di redigere, magari, una personale lista dei desideri. Senza, peraltro, la presunzione di esaudirli così facilmente e in fretta come la protagonista di questa storia. Al prossimo film.    

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