L'ESTATE CHE VERRA'

Esco di casa e trovo un improvviso e inaspettato clima quasi autunnale. Piove e tira vento, nell’inverno non siamo dentro però che strano. Ieri nel primo pomeriggio sudavo e pensavo, già alla necessità di un cambio di stagione e ora, invece, quest’improvviso cambiamento. Potenza e magia di questi mesi di mezzo, marzo che è pazzerello per definizione e aprile che fa rima pure con non ti scoprire.

 

Però, attenzione, quella che viene comunemente definita ‘bella stagione’ è davvero alle porte. Poche settimane, forse pochi giorni e comincerà a far caldo e ci spoglieremo di maglioni e giacchetti sempre più ingombranti. Cercheremo spazi con aria condizionata, refrigeri vari all’ombra o in posti di montagna e trascorreremo giornate variamente serene al mare. 

Arriverà l’estate, insomma, sempre e s’intende a Dio piacendo (,,,).  Con l’estate ho un rapporto un po’ controverso. Mi piace la calma, la lentezza dell’estate, le lunghe giornate soleggiate, il dolce far niente di alcuni pomeriggi quasi interminabili. E, ancora, le letture sulla spiaggia, i vagoni di treni e metropolitane liberati dalla presenza di studenti e lavoratori in vacanza, il silenzio della sera spezzato solo dal canto di qualche uccello (un po’ di melensa poesia non guasta). 

Eppure, non sopporto l’estate. Non sopporto le alte temperature, l’umidità, quell’appiccicume continuo su ogni parte del corpo, il rumore dei condizionatori accesi, i semafori rossi sotto al sole, l’affannosa ricerca di un parcheggio nelle domeniche al mare. Insomma, ci dovrei ragionare sopra ma in questi giorni ansiosi, inquieti e turbati, in fondo e nonostante tutte le ‘controindicazioni’, aspetto senza indugio l’arrivo della bella stagione. Pur nella consapevolezza che non è poi così tanto bella. Alla prossima. 

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