IO E LUI di Alberto Moravia
Proseguendo imperterrito nella lettura dell’opera omnia di Alberto Moravia, sono arrivato a questo ‘Io e lui’ – edizione Bompiani, anno 1971. Un anno significativo all’inizio di un decennio di lotte e conflitti sociali che troviamo accennati, seppur in forma residuale e anche caricaturale, in alcune pagine di questo romanzo.
Federico è uno sceneggiatore che aspira a diventare regista, dunque a compiere un importante passaggio nell’articolato mondo del cinema. Si sente un desublimato, ovvero un individuo incapace di esercitare alcun potere e, nel corso di questo racconto, parla, più meno amabilmente, con il suo pene. E così emerge una stridente contrapposizione tra il lato psicologico della ragione di quest’individuo con le sue velleità artistiche e l’istinto rappresentato, appunto, dall’organo genitale maschile per eccellenza.
Moravia si rifà, forse, al pansessualismo freudiano e alla teoria secondo la quale l’intero comportamento umano risulta ispirato dalla sessualità.
Dialoghi esilaranti, quindi, tra l’intelletto del nostro protagonista e il suo sesso, all’interno di una storia che ho trovato, complessivamente, non eccezionale. Difettando, probabilmente di categorie del sapere attinenti a materie di psicologia. Ho ritrovato nelle pagine di questo romanzo, la consueta critica moraviana all’ipocrisia borghese, senza apprezzare molto come accennavo prima, le descrizioni caricaturali di giovani studenti militanti in movimenti rivoluzionari e definiti come i ‘classici rampolli borghesi’ che si divertono a fare i rivoltosi.
Uno degli ultimi libri di Moravia, un romanzo assai particolare nella
trama, al solito scritto con una prosa inappuntabile e dal quale risulta,
ahinoi, scaturito anche un film diretto niente di meno che da Luciano Salce e
interpretato da Lando Buzzanca del quale, ricordo, di aver guardato tempo fa
qualche breve passaggio. In ultimo, non il miglior libro di Alberto Moravia ma,
comunque, neanche da buttare via. Alla prossima lettura.

Commenti
Posta un commento