LIBERAZIONE
La giornata della Liberazione dal nazi fascismo, il 25 aprile, si è
celebrata, a quanto pare e per quello che, personalmente, ho potuto constatare,
con una straordinaria partecipazione. Ciò nonostante le contingenze di questi
giorni, la morte e i funerali del pontefice e i bizzarri inviti a una non
meglio precisata ‘sobrietà’ espressi dei governanti e, in specie, da un tal
Nello Musumeci; ministro non solo della protezione civile ma anche del mare.
Bah.
Quella parola, sobrietà, che ho visto rappresentata in divertenti vignette
e ben capovolta anche nel doveroso ricordo dell’impiccato più celebre nella
storia di questo paese.
Ora, dopo aver attraversato qualche piazza diversamente militante o ludica,
mi sono soffermato in alcune riflessioni più o meno confuse.
Mi chiedevo, ad esempio, se ci siamo davvero liberati dai fascisti o dai
nazisti. In realtà non è interrogativo presente solo in questi giorni e in
questi ultimi anni; se lo chiedevano anche quei partigiani che combatterono una
guerra che, citando lo storico Claudio Pavone, fu di liberazione ma, anche,
civile e di classe. Cosa restava delle loro proposte e dei loro obiettivi già
nel dopoguerra con i fascisti amnistiati e un apparato statale che, comunque,
continuava a difendere proprietà privata e interessi delle classi dominanti?
E’ evidente che l’interrogativo risulta ancor più ben posto in tempi nei
quali al governo ci sono i fascisti. Eredi non solo del fascismo del ventennio
e di quello di Salò ma, soprattutto del MSI
e degli anni settanta quando i camerati, appunto, svolsero assai bene il
loro tradizionale ruolo di cani da guardia del potere, esecutori, peraltro, di
numerose stragi, definite di Stato, che insanguinarono il paese e consentirono
di respingere le istanze di radicale trasformazione sociale espresse da quella
moltitudine che tentò, con varie forme, l’assalto al cielo.
La straordinaria partecipazione alle manifestazioni del 25 aprile, pur con
tutte le differenze e anche laddove governanti e amministratori di destra hanno
cercato di sminuirle se non d’impedirle, dovrebbe comunque insegnarci che, in
fondo, i mostriciattoli e le mostriciattole che
governano attualmente il paese, non sono invincibili e godono di in
consenso ampio ma tutt’altro che maggioritario. Insomma, quasi tigri di cartone
dalle quali è possibile liberarci al più presto. E prima che facciano ulteriori
danni e trasformino definitivamente questo paese in un vero e proprio Stato di
polizia.
E, comunque, ieri è stata un bella giornata che mi ha fatto, quantomeno,
scorgere una luce in fondo al tunnel nel quale siamo precipitati. Alla
prossima.

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