SCRIVERE
Scrivo con cadenza pressoché quotidiana da almeno cinque anni. Dal tempo
della pandemia e del look down che ci costringeva a restare in casa per
l’intera giornata. O quasi. Un esercizio utile e assolutamente terapeutico. Scrivo
quando voglio e senza attendere applausi o fischi. Anzi, le mie piccole e,
spesso, insignificanti riflessioni quotidiane restano, talvolta, nel file di un
computer o in pagine di blog o social che nessuno ha il permesso di consultare.
Qualche volta, tuttavia, sono colto dalla tentazione di comunicare pensieri
e riflessioni che spaziano da complicate questioni politiche a riflessioni
esistenziali, all’intero e potenziale mondo della rete. O, quantomeno, tra i
miei amici o contatti più stretti e fidati. E confesso di farlo con tanto pudore
e qualche imbarazzo. Mi sembra quasi un’esibizione narcisistica o un goffo
tentativo di ricevere qualche apprezzamento che possa accrescere la mia
limitata autostima. E, poi, ho sempre pensato che pochi possano effettivamente
permettersi di scrivere.
Qualche giorno fa, invece, un’amica mi ha detto di aver preso spunto per
una sua lettura da un mio commento su un breve e ironico romanzo da me letto
qualche tempo fa. Aggiungendo che lei, in genere, preferisce ormai gli
‘audible’ e i ‘poadcast’. Insomma meno occhi e più orecchie si direbbe.
E questa considerazione mi ha fatto riflettere su quanto, in fondo, sono
vecchio e forse superato con questa scrittura quotidiana. Chiaramente lo dico
con estrema ironia perché ritengo, comunque, la scrittura un esercizio utile in
tutti i tempi e che sopravvivrà a qualsiasi tempesta della storia.
Anche se il dubbio mi viene e mi assale. Leggere costa tempo e fatica e
richiede una concentrazione probabilmente maggiore di quella necessaria
nell’ascolto di un audio. O forse no.
Personalmente, continuo a collezionare libri di carta e leggere articoli su
quotidiani cartacei che, probabilmente, spariranno tra qualche anno. Non sono,
insomma, ancora troppo avvezzo al digitale e, quindi, continuo imperterrito in
questo quotidiano esercizio di scrittura. Alimentato sempre e comunque dal
pensiero che, comunque, ci guida quando scriviamo così quando registriamo un
audio o un poadcast.
Alla prossima.

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