SOTTO LE FOGLIE di Francois Ozon
  

Nel giorno della scomparsa del pontefice, mentre le massime organizzazioni sportive del paese in cui vivo decretavano la sospensione di tutte le gare i cinema, invece (e a ragione), risultavano regolarmente aperti. E ne ho approfittato pur in una giornata di sole che esortava, magari, a gite all’aria aperta, per guardare un film davvero piacevole. Mi riferisco a ‘Sotto le foglie’ o, ancor meglio nel titolo francese, ‘Quand vien l’automne’ di Francois Ozon.  

Una storia ben costruita e che il regista racconta partendo da un episodio della sua infanzia. Siamo in un piccolo paese della Borgogna e troviamo Michelle un’anziana e dolce signora che, all’alba della nostra storia, raccoglie funghi in un bosco insieme alla sua amica del cuore Marie Claude. 

La nostra Michelle aspetta visite e, infatti, riceve il nipote che adora ben ricambiata e la figlia con la quale, diversamente, ha una relazione assai complicata. Senza conoscere il resto della storia e osservando l’ostilità della figlia nei confronti della mamma si penserebbe al caso di un carattere difficile e particolarmente scorbutico. Ma la citata ostilità che diventa assoluto disprezzo dopo che la stessa donna resta vittima di un’intossicazione causata proprio dai funghi cucinati e serviti dalla mamma, ha ragioni ben più che concrete che scavano nel passato di Michelle che sapientemente il regista ci fa conoscere gradualmente e a pezzi. Intanto sulla scena del film compare un altro personaggio decisivo, Vincent – il figlio di Marie Claude – un tipo assai fumantino e appena uscito dal carcere per imprecisati reati. 

Senza, tuttavia, spoilerare la trama di questo piacevole film, posso limitarmi ad alcune osservazioni. È un film che ci parla di vecchiaia, di relazioni umane talvolta controverse, della necessità di fare scelte che urtano con la propria coscienza. Qualcuno ha definito questa storia anche come una ’favola nera’ e l’osservazione ci sta tutta pensando che lo stesso regista ha affermato d’ispirarsi, niente di meno, che a quel genio letterario di Georges Simenon. Personaggi ben definiti e trama scorrevole che non annoia mai oltre a un’ottima fotografia e rappresentazione delle immagini. Premiato al festival di San Sebastian, assolutamente da guardare e, per conto mio, uno dei migliori film visti in questa stagione al cinema. Alla prossima sala.

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