MORTO UN PAPA...
Allora, sembrava una mattinata di quelle soporifere e quasi insignificanti a parte, chiaramente, la doppia ricorrenza. La Pasquetta, il lunedì dell’Angelo, data rilevante per la cristianità ancor più del Santo Natale quando, tuttavia, se magna dappiù, e il Natale (un altro) di Roma; 753 a.c. quando secondo la leggenda fu fondata la città eterna dopo una discussione abbastanza accesa tra i due fratelli Romolo e Remo.
Uscito da casa avevo trovato un clima già insopportabile, quel caldo
accompagnato da un discreto tasso d’umidità e il polline primaverile che rende
la vita amara agli allergici (non si sa ancora a cosa) come me. Ecco. Poi,
invece, è arrivata la notizia choc; è morto il papa, l’argentino Jorge Maria
Bergoglio detto solo Francesco, argentino e tifoso del San Lorenzo. Stava
maluccio da un po’ ma, proprio ieri, era apparso in pubblico e pareva, insomma,
che potesse reggere ancora. Aveva addirittura incontrato il vice presidente
statunitense Vance e, certo, andarsene dopo aver visto un tipo del genere non è
il massimo.
Ora, riflettevo sul fatto che i papi sono anche una specie di monarchi e
restano, normalmente, a lungo sul soglio pontificio come i re sul trono. Non ci
sono elezioni e per andarsene devono proprio morire, a parte qualche eccezione
tipo quella del povero Ratzinger che rassegnò le dimissioni.
Quindi, se faccio il conto dei pontefici che ho visto nella mia vita, conto
e arrivo a cinque, Bergoglio compreso.
Il primo che ricordo fu Paolo VI, un tipo che, pare, fosse aperto alla
modernità dopo aver raccolto, quando ancora non ero nato, il testimone da
Giovanni XXIII, il papa buono quello che invitava i genitori ad accarezzare i
propri figli.
Paolo VI ci lasciò nell’estate del 1978, poco dopo i mondiali disputati in
Argentina. A lui successe un prelato bergamasco, Albino Luciani che, tuttavia,
restò sul soglio pontificio per poche settimane. Morì colto da un malore,
secondo alcuni fu addirittura vittima di una trama, insomma lo ammazzarono,
forse, perché troppo di sinistra mentre alla Chiesa cattolica, apostolica e
romana serviva un bel personaggio reazionario e conservatore che meglio si
adattasse allo spirito del tempo, con il crollo delle repubbliche popolari
dell’est, del socialismo realizzato e l’affermarsi di ideologie liberiste ed edoniste.
Amen.
Comunque il povero Luciani morì, a differenza del suo predecessore, in un
periodo dell’anno nel quale scuole, uffici e posti di lavoro vari avevano già
riaperto dopo ii bagordi estivi. Io andavo già alle medie e comunque ci
diedero, se non ricordo male, un giorno di vacanza che buttalo via!
Poi, arrivo il celebre Woytila che diede vita a un pontificato assai lungo.
Per quanto mi riguarda dalle medie a un’età sufficientemente adulta durante la
quale nelle mie turbe mentali già cominciavo a chiedermi quanto mi restasse da
campare e quanti altri pontefici avrei visto durante la mia esistenza.
Il conservatore Ratzinger è durato solo qualche anno, poi si è dimesso come
quegli allenatori che hanno contro lo spogliatoio lasciando spazio a quest’argentino
un po’ vivace, un peronista di sinistra si potrebbe definire, un po’ attento al
sociale un po’ misogino e omofobo in alcune sue sparate.
Stava male da tempo e, in realtà, si aspettava la sua dipartita da qualche
tempo. Fino agli ultimi e imprevedibili giorni quando è riapparso in pubblico
incontrando, come già accennato, quel fascistello di Vance il quale, dopo
l’impegnativo meeting, ha dichiarato di averlo visto bene. Dopo di che quando
vedo lo stesso Vance in televisione cambio canale.
Intanto in Italia per la morte del papa sospendono tutto, pure il
campionato di calcio neanche fossimo in uno stato confessionale. Almeno quando
morì il povero Luciani ci diedero un giorno di vacanza. Andavo alle medie e
potevo ancora pensare di vedere chissà quanti pontefici. O, perché no, di
vedere scomparire il Vaticano. Forse con un po’ di esagerata illusione. E,
comunque, fa caldo, è Pasquetta e pure il Natale di Roma e aspettiamo il nuovo
conclave. Perché morto un papa se ne fa sempre un altro. Alla prossima.

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