VISIONI
Manifesto una certa curiosità nei confronti di quel che accade nel mondo dei giovani, quindi, e che ne so, nelle scuole o nelle università.
Occupazioni di scuole, se ne è parlato in questo periodo con un particolare riferimento a quanto accaduto in un liceo romano, quello intitolato a Torquato Tasso, dove numerosi studenti sono stati sanzionati dal preside, meglio dal direttore didattico, per via, appunto, delle occupazioni. Dure sanzioni, abbassamento del voto in condotta che potrebbe pregiudicare l’anno scolastico in corso e anche la futura carriera universitaria dei ragazzi coinvolti, tutto accompagnato dal plauso, niente di meno, che del ministro dell’istruzione (e del merito, bah), Lorenzo Valditara. Un personaggio che, peraltro, aveva già espresso la sua vocazione disciplinante e reazionaria rispetto all'organizzazione del sistema scolastico.
Ora questo fatto a mio parere piuttosto bruttino per non dire grave,
unitamente ad altri episodi di questi giorni e settimane sempre attinenti in un
largo senso al mondo della cultura, dove si registra un’ingerenza sempre
maggiore del governo, si pensi alle direzioni dei musei o al cinema, dimostra ancor
più il disegno tutt'altro che trascurabile della destra fascista attualmente al
potere in questo paese. Non solo governare il presente con tutti i vincoli
esistenti, ma modellare la società sulla base di un orizzonte di (dis)valori,
di principi che costruiscono un certo apparato ideologico. Quel che voglio
ribadire, in estrema sintesi, è che risulta sempre più chiaro come questi
mostriciattoli attualmente al governo del paese, hanno una loro precisa per
quanto orribile visione del mondo. E, ormai, non hanno più alcun timore a
mostrarla e presentarla al grande pubblico dei cittadini e degli elettori. Una
visione, invece, assai carente tra i partiti e le forze politiche
d’opposizione. Che navigano a vista incapaci anche di esprimere, magari, un
minimo di solidarietà concreta a quegli studenti colpiti dalle scure del
preside di turno. Che si è prestato a obbedire ai diktat di un governo che,
evidentemente, ancora teme che, soprattutto nelle scuole e nelle università,
possa rinascere un vento di rivolta che contrasti quell'orribile visione del
mondo alla quale accennavo prima. E che si opponga a un processo di
disciplinamento sociale sempre più avanzato in questo malandatissimo paese.

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