MATTINA AL BAR
La mente, il cervello sta sempre in azione in un fluire ininterrotto di
pensieri. Durante il sonno, invece e pare, vengono riattivate le sinapsi. Come
svuotare un cestino troppo pieno. Ora, e per quanto mi riguarda, ho pensieri
confusi e da rincoglionito cronico non appena lascio, più o meno faticosamente,
il mio giaciglio, ho bisogno di una doccia per recuperare energie fisiche e,
soprattutto, mentali. Dopo di che, le cellule del mio cervello risultano
pienamente attive e funzionanti. Ecco, quindi, che comincio a riflettere, a
pensare fortemente quando esco da casa per una veloce colazione al bar. Da
quando ho iniziato, ormai qualche anno fa, quest’esercizio quotidiano di
scrittura mi chiedo proprio in questa fase della giornata, su cosa posso
riflettere oggi? Attualità, sport, politica o questioni meramente filosofiche o
esistenziali? Queste ultime mi piacciono di più. E mi aiuta molto
l’osservazione, l’ascolto delle parole e dei discorsi della gente che incontro
per strada più o meno casualmente.
Notavo ad esempio che proprio nel bar dove sono solito piena quotidianamente prendere un caffè della mattina si trovano quasi sempre le
stesse facce. Più che altro, e considerata l’ora di buon mattino, persone che
si accingono a iniziare la loro giornata, soprattutto recandosi nei propri
posti di lavoro.
Oggi c’erano due persone, un uomo e una ragazza, lui, credo, abbia un
negozio di ferramenta, lei lavoro come parrucchiera. Li vedo spesso e noto che,
almeno di mattina, fanno più o meno e sempre le stesse cose. E ciò capita anche
a me, in fondo. E’ la routine quotidiana, questo stanco ripetersi di
accadimenti sempre uguali. Siamo soddisfatti di questa routine? Ci rilassa, ci
rasserena, oppure, ci inquieta? Ci aiuta pensare che, almeno ogni tanto, questa
routine viene interrotta. Ma, talvolta, si tratta di sostituire alcune
abitudini con altre. Che ne so, le vacanze di Natale o d’estate, o le cose che
si fanno di domenica. In fondo, sempre le stesse.
Mi è capitato con una certa frequenza di avvertire quasi la mancanza della
routine in quelle occasioni durante le quali la medesima viene interrotta. Come
se fosse un posto comodo, una sorta di confort zone.
Credo, invece, che sia importante nella nostra vita cambiare le proprie
abitudini. Almeno variarle. Così come bisognerebbe sforzarsi d’imparare
qualcosa di nuovo ogni giorno, nella stessa misura occorrerebbe tentare di far
qualcosa di inedito. Anche piccole modifiche rispetto alla personale routine.
Anche, e che ne so, cambiare il bar per il caffè della mattina. Se non altro
per pensare al tizio dietro al bancone che, magari e dopo un po’ di tempo, si
chiederà ma quello che fine ha fatto? Intanto i due tizi incontrati questa
mattina sono già ai loro posti di lavoro. E io ho completato il mio quotidiano
esercizio di scrittura. E penso, chissà alla possibilità che oggi possa
accadere qualcosa d’inatteso.

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