GIGI RIVA

Cosa provo quando leggo di personaggi celebri che escono definitivamente di scena? Intendo dire che muoiono, insomma che finiscono sotto terra. Beh, diciamo che dipende dal genere di personaggio, dalla sua professione terrena e dalla ragione della sua fama, dalla simpatia, dal talento. 

Ad esempio, ieri, mentre tornavo a casa di sera apprendevo della scomparsa di Gigi Riva. E ci sono rimasto male pur non avendo, per ragioni anagrafiche, mai visto il povero Gigi giocare dal vivo. Però Gigi Riva era sulla bocca di tutti. E anche sulla bocca di noi piccoletti che tiravamo calci a un pallone in qualche cortile. Gigi Riva calciava forte, era potente, tirava certe bombe… 

E, poi, era uno tutto d’un pezzo che mica s’era fatto corrompere dalle grandi società del nord che offrivano tanti soldi e promettevano gloria. Lui era rimasto sempre fedele al Cagliari con il quale aveva vinto un incredibile scudetto nel 1970. Una roba da sociologia che, infatti e in seguito, quando Gigi Riva non giocava più e il Cagliari tornava spesso in serie B, ho approfondito leggendo qualche libro e articoli di giornale. E riguardando la mitica Italia Germania quattro a tre del 1970. Gigi Riva segnò un gol nei tempi supplementari con un tiro, si direbbe oggi, di rara potenza. Un diagonale che non lasciò scampo al portierone tedesco, tale Sepp Mayer mica l’ultimo arrivato. Poi Gigi Riva esultò piegandosi in due quasi come un Cristo sulla croce.

 

Gigi Riva aveva settantanove anni e, lo confesso, quando muore qualche celebre personaggio vado a guardare subito l’età. Un tempo, quando ero giovane, magari avrei detto, beh e in fondo la sua vita l’ha vissuta. Ora faccio considerazioni diverse e manca poco che prenda un metro o una calcolatrice per capire, indicativamente, quanto mi resta da vivere. 

E, comunque, Gigi Riva piaceva anche a chi non tifava per il Cagliari. Con quello sguardo malinconico da eroe solitario. E, poi, tirava le bombe con quel pallone di cuoio che doveva pesare davvero un botto, altro che i palloni di adesso.  E quando qualcuno al cortile provava a tirare forte senza riuscirci gli dicevamo, aho ma chi credi di essere, Gigi Riva?

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