INCONTRI E CIABATTE

Vado a caccia di ricordi e penso agli incontri occasionali. Che, poi, a pensarci bene tutti gli incontri sono occasionali. Alcuni, però, lo sono più degli altri. E sono singolari, perché di quelle persone che hai incontrato e con le quali hai trascorso qualche ora o qualche giorno della tua vita, poi, hai perso le tracce.

Mi piaceva viaggiare su quei treni Intercity, non ancora velocissimi, nei quali c’erano gli scompartimenti. Aprivi la porta e c’erano sei posti. Con chi avresti condiviso quel viaggio breve o lungo? Mi piacevano quegli incontri occasionali di gente sconosciuta. Potevo fingere, potevo recitare, potevo inventarmi una vita diversa.

Una signora, un giorno, mi scambiò per un ragazzo ancora liceale. Fu un trionfo e stetti al gioco. Un gioco che mi piaceva e non mi costava nulla. Tanto chi l’avrebbe più rivista e nessuno mi avrebbe chiesto i documenti. Mi parlava dei suoi tempi con le solite lamentele di chi vive nella convinzione che si stava meglio quando si stava peggio. Io sorridevo, per qualche ora avevo ancora diciassette o diciotto anni….

Simpatiche quelle due ragazze che trovai nella stessa carrozza tornando da un viaggio in Emilia. Erano due giovani sceneggiatrici di programmi RAI. Io apparivo curioso, dissi loro che studiavo sociologia e volevo fare il giornalista. Fu una conversazione gradevole, ci piacevamo reciprocamente e se fossi stato più smaliziato, chissà.

E poi la fricchettona. Era d’agosto e avevo deciso di andare al mare a Capalbio, la spiaggia dei vip, dei radical chic di sinistra. Per curiosità e perché non c’ero mai stato. Presi quel treno regionale che conoscevo bene, fermata per fermata. Trastevere, San Pietro, Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia, Tarquinia e, finalmente, Capalbio.

Non sapevo che la stazione ferroviaria fosse quella di Capalbio Scalo e che, per arrivare al mare, bisognava percorrere diversi chilometri lungo un sentiero accidentato. Non c’erano autobus di linea, evidentemente i vacanzieri del luogo non ne avevano bisogno. Chiesi informazioni a una ragazza. Era una fricchettona, vestiti molto colorati e sorriso stampato sul viso. Mi disse che se non avevo intenzione di farmi una lunga traversata a piedi dovevo rinunciare. Prendemmo il treno insieme per Roma e mi raccontò un pezzo della sua vita avventurosa. Viveva in una comune, sbarcava il lunario andando per spiagge e mercatini a vendere cianfrusaglie varie. Era povera, probabilmente, ma sembrava contenta di quella vita. Si sentiva libera. Io gli raccontai soltanto qualcosa di me, mi ero lasciato da poco nell’unica relazione sentimentale della mia vita e lei mi consolò dicendo che, comunque, non avrei faticato a trovare nuove esperienze. Andava a Ostia, in estate avrebbe venduto le sue cose in un mercatino estivo. Mi lasciò il suo numero di telefono, mi disse di andare  a trovarla in quel mercatino. Dissi di sì ma non ci andai. Non ci vedemmo più.

Ci sono tanti ricordi di persone incontrate che, ormai, non riconoscerei neanche più. Un’estate ero in vacanza da solo in un villaggio di una località pugliese. Arrivai sul posto, chiusi la porta della mia camera e mi sentii solo, spaurito e abbandonato. Finché dalla stanza accanto sentii il rumore di un suono dalle cadenze familiari. A Maraa ando' stanno e ciavatte? Uscii e conobbi questo ragazzo. Mi prese quasi sotto la sua protezione. Insieme a lui, alla sua ragazza e ai suoi amici trascorsi una settimana divertente. Quando lui partì io, che dovevo restare un’altra settimana, tornai ad essere solo. E non ce la feci. Caso volle che incontrai nuovamente questo ragazzo qualche anno dopo su un traghetto di ritorno da una vacanza in Sardegna. Mi disse ‘aho ma stai ancora da solo’.  E io, no quest’anno sono in compagnia d’amici. Si era sposato con la stessa ragazza e, a breve, avrebbero avuto un bambino. Ci lasciammo parlando della Roma. Quest’anno c’è Batistuta e vincemo o scudetto disse. Fu facile profeta. Ci abbracciammo per l’ultima volta. Anche se hai visto mai, in fondo si dice che non c’è due senza tre…  Dovesse ricapitare gli chiederei ‘ma che fine hanno fatto quelle ciabatte?’. 

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