GOMMA BUCATA
Questa mattina, oltre ad essermi svegliato, non ho
trovato alcun invasore ma una ruota bucata della mia vecchia e cara automobile.
Me ne sono accorto mentre percorrevo una strada vicino casa, dopo la solita
sosta dall’edicolante per acquistare il quotidiano. Guidando, sentivo rumori
strani e mi è tornato in mente quanto mi aveva detto il mio meccanico di
fiducia qualche giorno fa, proprio mentre gonfiava le gomme che erano piuttosto
scariche: “Mi sa che c’è un chiodo conficcato, sono troppo sgonfie”.
Così ho continuato a guidare in questi giorni con la
speranza, quasi il desiderio, che la diagnosi del bravo meccanico di origine
partenopea non fosse veritiera. Del resto, tutti sbagliano, anche i migliori:
altrimenti i vecchi saggi non avrebbero coniato il celebre monito errare
humanum est.
Alla fine mi sono rivolto al primo gommista
disponibile, un uomo con i baffi e un marcato accento romano. Dopo una rapida
occhiata mi ha rassicurato: nessun chiodo conficcato nella gomma, solo usura.
La causa del guasto, infatti, era da ricercare nel logorio della vita moderna
(e antica), che non risparmia neppure questi oggetti tanto inanimati quanto
indispensabili: le gomme delle automobili.
La mia gomma posteriore, per chiarire i dettagli, era
semplicemente vecchia, consumata al punto da non aderire più neppure al
cerchione che la sosteneva. Cerchione che, sia detto per inciso, non è certo
nuovo né impeccabile.
Oltre al legittimo disappunto per l’ennesima spesa
imprevista, ho riflettuto ancora una volta sulla mia totale inettitudine
rispetto alla salute della mia automobile. Riesco a malapena ad aprire il
cofano, figurarsi se dovessi cambiare una gomma. Ogni volta che vedo qualcuno
fermo sul ciglio della strada alle prese con una ruota bucata penso: “E se
capitasse a me?”. Sono cose che succedono, e se accadono a pochi metri da casa
si può persino dire che ti è andata bene. Resta solo il malumore per un’altra
spesa, perché i gommisti si fanno pagare. E pure bene.
Alla prossima.

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