BLOCCHI

E’ successo venerdì scorso a Bologna in occasione di un corteo di metalmeccanici promosso in occasione di uno sciopero generale. Migliaia di operai, deviando dal percorso stabilito per la manifestazione, hanno occupato la Tangenziale. Occupazione simbolica e, anche, abbastanza contenuta nel tempo e nello spazio. Pochi chilometri per soli quarantacinque minuti.

Ora, tuttavia, c’è un elemento non certo irrilevante. Da qualche settimana, bloccare una strada anche solo con il proprio corpo configura gli estremi di un reato sanzionabile penalmente, con arresto e condanna da galera. E’ quel che rischiano migliaia di metalmeccanici che, appunto, hanno messo in atto una forma di protesta non certo inedita e inusuale nella storia delle lotte operaie. Sia detto per inciso che questi lavoratori attendono il rinnovo del loro contratto da circa un anno. Ma questi sono dettagli.

Il fatto in questione, inevitabilmente, ha  generato reazioni di segno diverso. Manifestando, talvolta, una discreta propensione a farmi del male, sono andato a leggere le dichiarazioni di quel beota di Matteo Salvini che, attualmente, ricopre il ruolo di ministro dei trasporti nonché di vice a coppe della premier, la camerata Giorgia Meloni.

Salvini non ha detto niente di diverso da quello che ci si potesse aspettare da un simile reazionario e pezzo d’idiota. Il blocco stradale, ha sentenziato, è un reato, e ha proferito tali parole fiero e orgoglioso di aver contribuito a produrre quella schifezza giuridica e umana rappresentata dall’ultima ed ennesima legge sulla ‘sicurezza’ Un disegno di legge, diventato prima decreto legge e, quindi, legge ordinaria dello Stato che prevede nuove figure dei reato e pene maggiori per alcune già esistenti. Norme di dubbia legittimità costituzionale e che, sicuramente, sono in linea con il concetto di uno Stato che vuole reprimere qualsiasi forma di dissenso e impedire, in ogni forma, il conflitto sociale. Ora, il celebre artista Ettore Petrolini, trovandosi in un’occasione a recitare in presenza di uno spettatore particolarmente molesto, rivolgendosi a questo gli disse, non me la prendo con te ma con quello che te sta vicino e nun te butta de sotto!

Ecco, rispetto a quest’orribile legge sulla sicurezza, io non me la prendo tanto da chi ha partorito certe norme e, quindi, le ha votate in Parlamento; da un’accolita di fascistoni non mi aspetto niente di buono. Me la prendo, invece, con tutti quei bravi cittadini, quei sedicenti ‘sinceri democratici’ che non hanno mosso un dito per impedire quest’ennesimo misfatto. E tra questi figura anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha firmato tutto neanche si trattasse di bollettini sottoscritti dopo l’acquisto di una  lavatrice. In un sussulto d’orgoglio Mattarella, che passa, spesso e anche eccessivamente, come un baluardo a difesa dei diritti e della democrazia, poteva respingere questo schifoso pacchetto di norme ai mittenti. Certo, avrebbe scatenato un conflitto di poteri di rilevo costituzionale ma, talvolta, bisogna pure  prendere il coraggio a due mani e fare qualcosa che esca dall’ordinario. Altrimenti, non si venga a dire che questo presidente della Repubblica è l’ultima difesa per la salvaguardia di diritti e democrazia. Per quello ci sono gli operai che hanno bloccato la tangenziale bolognese e tutti quei coraggiosi che, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, metteranno il loro corpo per cacciare via quest’ignobili fascisti al governo di questo paese. Con ogni mezzo, anche rischiando denunce e arresti. Altro che Mattarella.. Alla prossima.

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