GRANDINE AD AMATRICE

Che, poi, mi sa tanto che mica è vera questa storia dell’Iran che ha l’atomica. E mica sto facendo del becero complottismo, basterebbe pensare alle armi di distruzione di massa del povero Saddam, una bufala sesquipedale sulla quale ci hanno costruito una narrazione tossica e, soprattutto, una guerra per alimentare qualche dubbio. 

Un tizio al bar, invece, questa mattina era preoccupato e incuriosito da altro. Varie ed eventuali, così domandava a un vicino di bancone e di cornetto, se c’era stata davvero la grandine. Credo nel reatino, esattamente ad Amatrice, cittadina nota per la celebre ricetta e, ultimamente, anche per il terribile sisma di qualche anno fa. Deve essere comunque un bel posto e anche fresco d’estate, insomma meta da vacanzieri titolari di seconda casa. Beati loro.

 

Comunque questa cosa, devo dire, un po’ m’inquietava. Mentre sullo schermo della TV posto in alto, sto sempre parlando del bar, scorrevano le immagini, silenti e senza audio ma comunque assai esemplificative, di bombardamenti e cieli squarciati da missili, ecco, questo tizio si preoccupava della grandine ad Amatrice. Che non è, tuttavia, una cosa da trascurare, perché può essere la spia più evidente d’irreversibili cambiamenti climatici ormai in atto e sempre più devastanti per il pianeta. E, poi, la grandine è qui, a pochi chilometri da questa città eterna sempre più sgangherata e faticosa mentre Tel Aviv, Baghdad o Gaza avoja ad arrivarci. E, inevitabilmente, la percezione del dolore e della sofferenza, nostra o altrui, è anche una questione di vicinanza geografica dalla quale scaturisce una certa vicinanza emotiva. Insomma, quello che succede nel mio condominio è sempre più toccante di quel che accade in una remota area di mondo per quanto terribile possa essere. 

Insomma, non mi sono rilassato mentalmente neanche mentre mi gustavo il cappuccino col mezzo cornetto semplice e con poco zucchero. Il mio cervello continuava a frullare, pensando alla singolare attenzione del tizio per i fenomeni meteo e alla grandine di Amatrice dove, pare, pure Claudio Lotito trascorreva le vacanze quand’era piccolo. Insomma, prima di comprarsi la Lazio. Ma questa è un’altra storia. Alla prossima. 

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