DATEMI UN MARTELLO
Nella notte (italiana) tra sabato e domenica gli Stati Uniti, attraverso le
loro potenti forze di cielo, hanno bombardato tre siti nucleari in Iran.
Ora, tuttavia, non ho intenzione di ciabattare analisi e parole su
quest’ennesimo e grave conflitto che potrebbe scatenare, stavolta sì, una vera
e propria terza guerra mondiale che si aggiungerebbe alle precedenti già
ampiamente discettate sui tanti manuali di storia in circolazione.
Mi ha colpito la denominazione di quest’iniziativa militare, ‘Midnight
hammer’, che tradotto nella vulgata italica, adattamento romanzo del latino,
sta a significare martello di mezzanotte.
A parte la mezzanotte che mi fa venire in mente qualche canzoncina o
qualche brano più impegnato come ‘L’uomo in frac’ di Domenico Modugno con un
tizio che decideva, proprio dopo l’inizio di un nuovo giorno, di farla finita e
per sempre con un’esistenza evidentemente sofferta e tribolata, mi soffermerei
sul martello.
‘The Hammer,’ all’inglese, il nomignolo, peraltro, attribuito (al plurale
con la s finale) a una celebre squadra di calcio londinese, il West Ham; un
club con origine popolari e operaie che, infatti, m’incuriosiva molto in
passato e prima che ingaggiassero il fascista Paolo Di Canio quello che girava
col tatuaggio dell’impiccato. Ma queste sono altre storie.
Il martello, invece, è uno strumento che, normalmente, riponiamo in qualche
pesante cassetta degli attrezzi sperando che possa occorrerci il meno
possibile. Personalmente, poi, col martello, come con altri oggetti da
‘cassetta degli attrezzi’, ho sempre avuto poco a che fare. Il rischio che con
l’utilizzo di questo strumento possa arrecare danni a cose e persone e,
soprattutto, a me stesso, è troppo forte; così proprio quando è necessario
l’utilizzo del suddetto martello, magari per operazioni apparentemente assai
elementari, tipo attaccare un chiodo su una parete, cerco di servirmi
dell’ausilio di qualche esperto (,,,) del settore. Intendo uno di quei tizi,
amici o familiari, che non hanno alcun timore a cimentarsi con lavori pratici e
manuali anche se, probabilmente, non hanno mai letto Tolstoj. E, in questi
casi, mi chiedo ma chi è migliore, io o loro? O siamo alla pari ma con talenti
differenti? Insomma, mi torna in mente quel concetto d’intelligenza multipla e
di quello studioso americano, Howard Gardner che distingueva, appunto, otto
possibili forme d’intelligenza. E chissà se questo Gardner sapeva, poi, usare
un martello!
E, comunque, con l’operazione ‘ Midnight hammer’ si aprono nuovi e
inquietanti scenari. Anche grazie a personaggi che sarebbero, probabilmente, da
prendere a martellate. Come in quella canzone degli anni sessanta che faceva
datemi un martello per darlo in testa a chi non mi va| Alla prossima.

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