IL SEME DEL FICO SACRO di M. Rasoulof
E’ così nel pieno della guerra tra Usa – Israele e Iran, guerra che
sembrerebbe (il condizionale è assolutamente d’obbligo) conclusa in dodici
giorni con il vecchio Donald Trump che giù rivendica meriti e Nobel per la
pace, capita di vede questo straordinario film – Il seme del fico sacro – del
regista iraniano Mohammad Rasoulof;; un tizio più volte incarcerato nel suo
paese, costretto all’esilio londinese da una condanna a otto anni di carcere e
che ha girato questa strepitosa pellicola addirittura di nascosto, insomma in
clandestinità.
Siamo nella Teheran del 2022 scossa dai movimenti di piazza seguiti alla
morte di una giovane studentessa avvenuta a seguito di un pestaggio della
Polizia.
Imam è l’uomo di una famiglia, per il resto, composta da sole donne, la
moglie Najmeh e le figlie, Rezvan e Sana. E’ un uomo che crede fieramente nei
valori religiosi del sistema paese del quale fa parte e che contribuisce a far
funzionare. Imam, infatti, è un giudice e il film comincia, appunto, con i
festeggiamenti per la sua promozione a giudice istruttore.
Ma da quel momento per il nostro giudice cominciano i problemi; le piazze ribollono di rabbia e anche le figlie sono coinvolte nei movimenti di protesta. Una ragazza, compagna d’università di Rezman viene pestata dalla famigerata polizia iraniana, perde sangue e viene curata proprio nella casa della famiglia del giudice che, intanto, lavora giorno e notte decretando inflessibili condanne a chiunque osi opporsi al regime.
Finché, la pistola in dotazione allo stesso Imam sparisce e questi non può
che accusare moglie e figlie dando inizio, in tal modo, a un cruento e
irrisolvibile scontro familiare.
Di cosa parla questo film? Di tante cose; evidentemente, della situazione
politica e sociale in Iran, della mostruosità del regime degli ayatollah (che
tuttavia non giustifica i militari e criminali attacchi di Usa e Israele),
della condizione delle donne, di coraggiose rivolte sociali e di legami
familiari. Un po’ film sociale, un po’ thriller (con la vicenda della
sparizione della pistola) con tratti di western. Si direbbe quasi un film
completo candidato con assoluto merito a diversi riconoscimenti internazionali
e, per conto mio, assolutamente da trovare e da non perdere. Al prossimo film.

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