A ROMA NON CI SONO LE MONTAGNE di Ritanna Armenni
Probabilmente tra i fatti accaduti durante la resistenza e nel corso della seconda guerra mondiale, non c’è episodio più divisivo e dal quale sono scaturite feroci polemiche come quello occorso in via Rasella a Roma il 23 marzo del 1944.
Per quel giorno i GAP romani avevano deciso di fare un’azione che colpisse l’occupante nazista; il giorno non era stato scelto per caso, si trattava del venticinquesimo anniversario della costituzione dei Fasci di combattimento.
Sull’attentato di via Rasella e, conseguentemente, sull’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, sono stati scritti diversi e interessanti saggi storici; in particolare, quello di Alessandro Portelli – ‘L’ordine è già stato eseguito’, un libro fondamentale e che libera il campo da tante menzogne dette nei decenni in merito al fatto in questione.
Ritanna Armenni, invece, racconta questa storia comunque drammatica con una prosa non da saggio storico ma da romanzo. Senza per questo ridurla, appunto, a romanzetto d’appendice. In questo libro dal titolo assai significativo – ‘A Roma non ci sono le montagne’ viene descritto il clima dell’epoca, quello dell’occupazione nazista che rendeva la nostra ed eterna città come avvolta in una cupa oscurità.
Interessante risulta la descrizione dei personaggi, di quegli uomini e di quelle donne che progettarono ed attuarono l’azione di via Rasella e che, complessivamente, scelsero di rischiare le proprie vite per liberare la loro città e il loro paese dalla tirannia nazi fascista. Soggetti che meriterebbero un eterno riconoscimento e che, diversamente, sono stati spesso ricoperti da fango e insulti nel corso di lunghi decenni con ricostruzioni storiche tendenti a trattare i partigiani come semplici criminali o a sminuire il contributo che diedero nella liberazione dell’Italia. Si ricorderà, in proposito e solo per citare uno degli ultimi episodi in merito, l’intervento del sedicente presidente del Senato – Ignazio La Russa – che definì il battaglione Bozen colpito dai partigiani in via Rasella come una banda musicale.
Un libro, questo di Ritanna Armenni, giornalista e saggista, al quale attribuisco un indubbio valore pedagogico e che, evidentemente, mi sento di suggerire. Tenuto conto che la prosa è quella di chi scrive romanzi e non saggi storici.
Alla prossima lettura.

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