QUASI PRIMAVERA

Oggi c’è un bel sole che pare primavera. E stanotte ho sognato anche il mare. Non che il mare mi piaccia sempre. Devono sussistere, in effetti, una serie di condizioni che rendano piacevole, appunto, una giornata al mare.

Una temperatura non troppo elevata, diciamo e preferibilmente sotto i trenta gradi, un discreto ma non invadente venticello e, in ultimo, poca gente sulla spiaggia. Insomma, gradirei non avere quell’insopportabile brusio di gente intorno che impedisce di concentrarmi sulla lettura o, semplicemente, sulla contemplazione del paesaggio circostante. Troppa roba? Forse.

Comunque oggi è una bella domenica di sole e, sicuramente, in tanti ne approfitteranno per andare sulla spiaggia. Per guardare il mare o per farsi una passeggiata. In queste situazioni pare che tutti abbiano la stessa idea e facciano le medesimo cose. E sta roba, lo confesso, mi disturba un po’. Incomprensibili irritazioni sprovviste di qualsiasi forma di razionalità.

In questa domenica di sole, comunque, non andrò al mare né a fare una passeggiata sulla spiaggia. Dopo un sabato di piazze e di cortei, sento quasi il bisogno di una quieta solitudine. Del silenzio e dell’assenza di rumori di fondo così simili a quelli delle spiagge d’estate.

Ogni tanto mi piace così e non so se compiacermi o preoccuparmi.

Intanto, apro la finestra e mi godo questo bel sole che sembra già primavera. E immagino che le strade verso il mare saranno già belle trafficate. Perché tutti pensano e fanno le stesse cose. E sta roba, chissà perché, m’irrita parecchio. Ma io sono piuttosto strano. Alla prossima.   

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