UNA GIORNATA UGGIOSA

In un sabato dal cielo scuro, una giornata uggiosa si direbbe parafrasando le note di una celebre canzone di qualche tempo fa, potrei dedicarmi ad analisi politiche e sociali più o meno raffinate.

I tempi in cui viviamo sono quel che sono e il presidente del paese considerato, forse a ragione, come il più potente del mondo ne spara, ne dice e ne fa una al giorno. Tutto ciò, mi pare, con una sola direzione di marcia; quella di garantire gli interessi di chi, in un contesto che produce sempre più diseguaglianze sociali, è giorno dopo giorno più ricco o benestante a scapito dei poveracci, non solo quelli rigorosamente statunitensi, relegati ai margini della società e privati di qualsiasi assistenza sociale.

Un modello, peraltro, che trova sempre più adesione in alcuni paesi occidentali governati da forze politiche di destra, sovraniste o che dir si voglia. Dall’Argentina di Milei all’Italia, ahinoi di Giorgia Meloni.

Poi, quel che ha proposto Donald Trump (tocca nominarlo) a proposito del progetto immobiliare a Gaza City con la deportazione di milioni di palestinesi chissà dove, in Arabia Saudita ha proposto il criminale Benjamin Netanyau, dovrebbe far inorridire.

Il condizionale è d’obbligo e non solo per definizione o in omaggio a una perifrasi usata e abusata; abbiamo perso anche la capacità di provare disgusto per certi fatti o certe sparate d’inquietanti protagonisti della politica mondiale. Qualcuno cerca di difendersi utilizzando l’arma dell’ironia ma, personalmente, non riesco più a ridere per gesti e parole di certi soggetti. E trovo che, sempre più spesso, le parodie anche divertenti che vengono proposte in merito, sempre, a questi personaggi finiscano, quasi, per umanizzarli.

E’ tutto così disumano, dai citati progetti dei resorts turistici nella striscia di Gaza, ai migranti incatenati e riportati nei loro paesi o in qualche campo di deportazione; oppure, e venendo al nostro paese, cosa dire di quei poveracci sballottati dall’Italia all’Albania solo per compiacere quei manipoli si perfidi sub umani che votano e sostengono i governanti in carica? O l’accompagnamento a casa con tutti gli onori di un torturatore libico? Senza che, tutto questo, determini qualche sussulto oltre le flebili voci di protesta di qualcuno rimasto ‘umano’ o le pagliacciate delle opposizioni in Parlamento. E buon sabato uggioso. 

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