PERFETTI E IMPERFETTI

Vedo in giro tanta gente ‘perfetta’ o ch
e, almeno, aspira alla perfezione, Concetto da intendersi non certamente in termini generali e assoluti che, già da quando eravamo bambini, qualcuno ci diceva con piglio severo che la perfezione, appunto, non è di questo mondo.

Intendo, invece, la presunta perfezione fisica, la perfezione di chi si veste sempre ‘trendy’, ha una cura maniacale di sé stesso e, magari, anche i muscoli scolpiti in palestra.

Ci riflettevo ieri mentre facevo visita a una persona gravemente malata che, certamente, non può pensare né permettersi dietologi o personal trainers. Con la pancia, il volto scavato e con qualche dente mancante. Mi chiedevo, egoisticamente, e se io fossi come lui? Come mi guarderei allo specchio? Insomma, un esercizio di autocoscienza particolarmente tosto.

Ed ecco, quindi, che ho ripensato, invece, al mondo dei perfetti, quello che si osserva, ad esempio, in qualche stabilimento balneare, Le barbe curate che vanno molto, i tatuaggi, i muscoli e i pettorali, il costume d’ordinanza regolarmente griffato. Ricordo il mare di quando ero bambino e, quasi quasi, provo nostalgia per tutti gli imperfetti che popolavano le spiagge. Con pancette, costumi rimediati, qualcuno indossava canottiere di discutibile gusto estetico ma di provata efficacia per ripararsi da fastidiose scottature. E c’era qualcuno con i baffi. I baffi andavano tanto di moda, sarà perché si pensava ancora che ‘addavenì baffone’ o chissà perché. I baffi li aveva anche un portiere della Roma negli anni settanta che finì anche in nazionale a fare il secondo, niente di meno, che al mitico Dino Zoff.

Ora, si diceva, la perfezione non è di questo mondo e, in fondo, è anche noiosa. E ci impigrisce, ci toglie la curiosità e lo sforzo di migliorarci.

I latini, che erano dei saggi, consideravano perfetto il tempo finito, quello delle azioni concluse da consegnare all’album dei ricordi. L’imperfetto, invece, e cito un bel post pubblicato su Instagram dalla scrittrice Viola Ardone, è il tempo delle giornate non ancora concluse o dei sogni inseguiti. E’ il tempo della vita che scorre. Ripensando ai baffi degli anni settanta quando non c’era ancora l’ossessione di essere perfetti.

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