LUNEDI' ALL'ARRABBIATA
Può capitare di svegliarsi la mattina e di sentirsi arrabbiati con il mondo o, almeno, con un bel pezzo dello stesso. Motivi, tanti. È arrivato l’anticiclone africano e, quindi, si comincia a campare con la pelle resa continuamente appiccicosa dall’elevato quanto insopportabile tasso di umidità Dal punto di vista climatico, insomma, non ancora da quello del calendario e delle stagioni, siamo già in estate. E si sa, l’estate è una stagione infida e traditrice. Promette chissà cosa e spesso delude. E, talvolta, ci fa sentire un po’ più soli. In estate si tirano le somme di quel che si è costruito durante l’anno e, se certe relazioni non si sono coltivate bene come una pianta alla quale si tiene particolarmente, ecco, che sfuggono. Restano solo i messaggi nelle chat di whats’up rimaste una delle poche forme di comunicazione ancora attive sette giorni su sette e twenty four hours.
E, poi, ci sono state le elezioni che hanno segnato ancor più la famigerata quanto annunciata svolta a destra. In Austria e in Germania vincono i nipotini del vecchio Adolfo, in Francia ci saranno elezioni tra poche settimane e, in Italia, neanche a dirlo. Il governo è solido più che mai alla faccia di quelli che dicevano e ancora dicono che questi dureranno poco perché non ci sanno fare, sono inadeguati e nun c’hanno la classe dirigente.
In realtà questi qua hanno capito che basta foraggiare il loro bacino elettorale e di consensi e il gioco è fatto, possono vincere le elezioni chissà per quanto tempo ancora. Soprattutto, a fronte di un enorme livello di astensione. Per queste elezioni europee si è recato al seggio meno di un elettore su due aventi diritto.
Astensionismo difficilmente inquadrabile in precisi schemi di analisi politica. È evidente, tuttavia, che gli astenuti alle elezioni quasi all’unanimità non affollano, poi, le piazze della protesta, non organizzano collettivi o comitati, insomma non immaginano neanche lontanamente modi di partecipazione politica diversi e alternativi al voto. Sembrano indifferenti e il vecchio e povero Dante, detto il sommo, magari li avrebbe collocati nel girone degli ignavi.
L’unico riparo, insomma, dalle ingiurie e dalle ingiustizie di questo
lunedì di un giugno già appiccicoso, è quello di sentirsi un po’ arrabbiato col
mondo. Aiuta, almeno, a sentirsi più vivi.

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