DIECI MINUTI
Qualche sera fa guardavo un film, ‘Dieci minuti’ diretto da Maria Sole
Tognazzi. Confesso di non aver terminato la visione della sopra menzionata
pellicola. L’ho trovata lenta e noiosa e, poi, iniziava una delle partite dei
campionati europei di calcio. Quindi, ho messo in pausa il film attivando
l’apposita funzione sul canale on demand di un celebre network televisivo,
rinviando la visione o quel che resta a tempi futuri e, chissà, anche migliori.
Non ho intenzione di commentare un film che neanche ho finito di guardare,
m’interessava, tuttavia, nelle mie riflessioni quotidiane un interessante
contenuto trattato nella stessa pellicola. In sintesi, una donna in crisi
depressiva, esistenziale (boh) a seguito della conclusione di una relazione
sentimentale si reca da una psicoterapeuta. Che si mostra tutt’altro che
accondiscendente nei confronti dei malumori e delle lamentele della sua nuova
paziente e la esorta, invece, a uscire un po’ dalle sue abitudini. Le assegna
un particolare compito, quello di fare, almeno una volta a settimana e per dieci
minuti, qualcosa d’inedito di originale che possa spezzare la routine, il
consueto succedersi di gesti abitudinari.
Trama interessante ma, a mio modestissimo parere, sviluppata maluccio. Ma
non è questo il mio punto quotidiano di riflessione.
Pensavo, invece, al contrasto, al confronto, tra una vita contrassegnata da
un’ordinaria routine, da un succedersi di atti e comportamenti sempre uguali;
insomma una vita scandita dall’abitudine a far sempre le stesse cose. Altro,
invece, è sorprendere e sorprenderci, improvvisando, variando, cercando cose ed
emozioni nuove.
Un percorso, per conto mio, assai complicato e che, in fondo, finirebbe per
destabilizzarmi. Tanti anni fa, ormai, proprio per uscire da un tunnel, quello
del malumore, della depressione, decisi di arredarlo. Riempiendolo di attività
interessanti ma che, alla lunga, erano sempre quelle. Ha funzionato in qualche
misura pur lasciando in me un certo livello d’insoddisfazione più o meno
sommerso e profondo.
Ora, guardando questo film, ripensavo a quante cose possiamo perderci per
il timore di cambiare le nostre abitudini. Quasi per la paura di un rimpianto
che, tuttavia e alla lunga, può trasformarsi in un rimorso.
E buona domenica col cielo nuvoloso.

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