VANNACCIARI
Coraggio, il meglio è passato come affermava il vecchio Flaiano e, soprattutto, è ancora primavera. Per pochi giorni, è vero, tuttavia non c’è ancora quel caldo appiccicoso che si suda pure a star fermi.
Anzi, stanotte è anche piovuto. Poca roba, certo, spruzzi d’acqua assolutamente insufficienti a lavare bene le automobili in sosta. Insomma, come avrebbe detto er poro Mario Brega, manco er sangue m’hai fatto uscì!
Mentre mi dimeno tra i miei ultimi acciacchi che, probabilmente, mi costringeranno a una lunga inattività sportiva, ragiono ancora sui risultati delle elezioni europee svoltesi nei giorni scorsi.
Ora, il generale Vannacci ha preso più di cinquecentomila voti. Sarei curioso, in fondo, di ascoltare qualcuno che mi spiegasse perché lo ha votato. Per i suoi libri (addirittura due e solidarietà agli alberi dell’Amazzonia), e, chiaramente, per le sciocchezze ivi contenute.
Vannacci è omofobo, sessista e misogino. Vuole pure le classi differenziali per bambini e ragazzi portatori di disturbi e disabilità, fosse per lui vivremmo in un sistema ancor più autoritario e reazionario dell’attuale. Insomma, una specie di mostriciattolo in divisa che, tuttavia, ha potuto esprimere le sue ‘pseudo opinioni’ in tanti e molteplici consessi. Spesso duellando dialetticamente con tanti sinceri democratici i quali, tuttavia, non hanno pensato fosse meglio non aver proprio niente a che fare e spartire con un tizio simile.
Ma chi l’ha votato, ecco. Io mi soffermerei, almeno per qualche secondo, su
chi ha potuto esprimere una simile preferenza. E credo, davvero, che chi ha
potuto scegliere un simile figuro possa fare qualsiasi cosa. Anche votare, che
ne so, la reincarnazione di un Hitler e di un Mussolini. E, quindi, mi chiedo,
ma siamo certi che le elezioni garantiscano la democrazia?

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