NOTIZIE DALL'ITALIA
Notizie dall’Italia. Se so’ bevuti Giovanni Toti, presidente (non
governatore) della regione Liguria insieme ai suoi compari d’affari politici e
finanziari. Oltre le considerazioni strettamente giudiziarie, ovvero sono
colpevoli o no, emerge un quadro affaristico abbastanza consolidato.
Imprenditori che oliano il sistema pagando mazzette a politici che, in questo
modo, rafforzano potere e poltrone. Non bisogna disturbare chi produce, ecco,
non bisogna disturbare chi fa impresa e questo vale anche con la pratica delle
mazzette vecchia come il cucù. Giustizialisti, forcaioli o garantisti. Meglio
non chiedere, in questo caso, l’iscrizione a una di queste categorie e cercare,
invece, di analizzare la questione in termini più analitici. Come una vicenda
di sistema ben oltre le conseguenze per gli interessati da codice penale.
Intanto, leggevo interessanti articoli che disquisivano sulle riforme
istituzionali messe in cantiere e già ben avviate dai questo governo di mostri.
Il premierato unitamente all’autonomia differenziata. Un governo forte,
elezioni ridotte a una riffa dove chi vince si prende tutto. E regioni ricche e
regioni povere, paradigma di diseguaglianze sociali sempre più forti ed
evidenti, ricchi e poveri, insomma, e non parliamo di musica pop.
Servirebbero conflitti sociali, ecco. Questi sono stati nel tempo
anestetizzati e ridotti a una mera questione di ordine pubblico. Guardo qualche
video in merito al corteo di venerdì di studenti che volevano raggiungere il
palazzo dove si tenevano gli stati generali della natalità (che brutto
titolo!).
Manifestanti che spingono, un’iniziativa che sembra alquanto dimostrativa,
consapevoli di non poter tener testa fisicamente e militarmente (mi scuso per
questo termine), ai Robocop in divisa con tanto di caschi e manganelli. Che li agitano
come se piovesse su qualsiasi parte del corpo di dimostranti che gli capiti a
tiro. Con una ragazza ferita alla testa e con la vergogna di qualche poliziotto
che si fa refertare perché ferito (…) nel corso degli scontri.
Leggevo un’interessante intervista del fumettista Zero Calcare che parlava,
appunto, di conflitti sociali e del fatto che, ormai, siamo completamente
disabituati al citato conflitto sociale. Che non è più tollerato, consentito,
considerando l’unica forma di partecipazione politica l’urna elettorale. Votare
per una cricca politica piuttosto che per un’altra e consegnarli, di fatto,
tutto il potere almeno per cinque anni. L’unica forma di partecipazione
politica ormai ammessa e tollerata. Gli altri che mangiassero brioches o, al
più, prendessero manganellate. Tanto le aggressioni della polizia sono ormai
raccontate come ‘scontri di piazza’ e qualche solerte gendarme ha anche la
faccia tosta di farsi dare qualche giorno di convalescenza dopo aver agitato
spudoratamente il proprio manganello.
Siamo al fascismo? Boh, bisognerebbe prima definirlo questo fascismo in tutte
le sue possibili declinazioni e ricordare, soprattutto, che rappresenta,
comunque, una forma di gestione del potere assai consona per garantire gli
interessi di chi comanda. Di chi ha il potere, di quelli che non bisogna
disturbare. Consentendogli anche di distribuire mazzette ai propri e
impresentabili garanti politici.

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