NESSUN RIMPIANTO
Succede, talvolta, nella vita di dover scegliere. Di decidere. E non sto parlando di questioni che possono indirizzare la propria esistenza in un senso o in un altro. Che ne so, se andare a vivere con qualcuno o restare soli, oppure, se accettare un’offerta di lavoro a centinaia e centinaia di chilometri da casa o, addirittura, all’estero. O altro ancora.
Il tema sul quale riflettevo in questa mattinata quasi estiva riguarda, invece, situazioni più comuni e meno impegnative.
Ad esempio, quando capita di dover decidere tra diversi inviti ricevuti per la medesima giornata e alla stessa ora. Alla fine si sceglie di fare una roba piuttosto che un’altra consapevoli della possibilità di prendere la strada sbagliata, cosa che alimenterebbe rimpianti.
In questo ambito, tuttavia, la situazione che più frequentemente mi capita è quella di ricevere qualche invito quando, semplicemente, c’è una partita della mia squadra del cuore.
Mi capitò diversi anni fa di ricevere, appunto, un invito per un matrimonio da celebrarsi in una graziosa cittadina pugliese. Invito per un sabato d’agosto e proprio nel week end durante il quale sarebbe cominciato il campionato di calcio. In principio, balbettai qualcosa annunciando la mia presenza per il lieto evento. In realtà, tuttavia, ben sapevo che la mia presenza sarebbe dipesa esclusivamente dal calendario della nuova stagione calcistica che sarebbe stato annunciato nel mese di luglio. Mi andò di lusso perché la sorte volle che la Roma giocasse la prima di campionato allo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria di domenica alle ore 15. Quindi sabato matrimonio, a seguire, treno di notte e arrivo in mattinata nel capoluogo calabro in tempo per assistere alla partita.
Non sempre, però, sono stato così fortunato. Recentemente mi è capitato di ricevere un invito per un party al quale avrei partecipato assai volentieri e dover declinare perché, nello stesso giorno, c’era una partita della Roma.
In questi casi, peraltro, occorre anche inventarsi una scusa che non dispiaccia troppo a chi propone l’invito e non rovini certe relazioni in modo pressoché irreparabile. Consapevole del fatto che, da soggetto che vive la propria passione per il calcio in modo ossessivo, appartengo a un microcosmo difficilmente decifrabile da individui che, invece, programmano i loro impegni al massimo tenendo conto della visita pediatrica di qualche figlio, del lavoro o di robe almeno apparentemente più rilevanti di una gara di campionato o di coppa della propria squadra del cuore. Individui che, difficilmente, accetterebbero e comprenderebbero una risposta del tipo, mi dispiace domenica non posso perché vado a Bergamo a vedere la Roma!
Scartata quindi l’ipotesi di giustificare la mia assenza con l’Atalanta in trasferta, mi sono buttato su qualche problema di salute in parte, peraltro, presenti.
Poi, è arrivato il giorno, io ero a seguire la mia squadra in trasferta e,
intanto, si svolgeva l’evento al quale ero stato invitato. E pare, pure, che si
siano divertiti. Allora capita di ripensarci e di avere qualche rimpianto.
Neanche troppo, però, abituato come sono a considerare certi impegni come
assolute priorità. Una specie di ordine delle cose che, almeno, mi libera
dall’ansia di dover ragionare su quale decisione prendere.

Commenti
Posta un commento