A VOLTE RITORNA

A volte ritorna. Come un sottile dispiacere per citare un verso di una celebre canzone, come un tarlo roditore, come uno di quegli insetti che si nascondono da qualche parte e, ogni tanto, escono fuori costringendoti a prendere qualche scopa per allontanarli.

Non conosco il termine di questo stato d’animo. Depressione, semplice e passeggera inquietudine, sbalzi dell’umore frequenti quasi a definire una patologia?

Non saprei. E’ successo in questi giorni, improvvisamente, e senza una ragione chiara e trasparente. Certo, le preoccupazioni e le notizie poco liete non mancano mai. Così come il disagio di vivere in una città ‘faticosa’, il primo e già insopportabile caldo, gli acciacchi dell’età non più fiorente. Soffro di una forma di lombalgia che m’impedisce di correre come vorrei e mi fa perdere qualche set. Poco male, fossero questi i problemi.

Ho due libri che non riesco a finire ma, coraggio, manca poco e, quindi, passerò, ad altro e mi hanno detto che non devo proprio rammaricarmi di nulla. Ho un lavoro garantito, una casa seppur in affitto, e, ancora, interessi e passioni a volontà e amici.

Ecco, amici. Debbo Dire che, negli ultimi tempi, tutti questi amici li ho messi un po’ alla prova. Sparendo, consapevolmente, da chat di gruppo dove ci si ‘messaggia’ roba di vario tipo. Commenti che spaziano dai massimi sistemi al peggior cazzeggio. Ho deciso di non partecipare per qualche tempo a questi strambi dibattiti e, devo dire, che mi aspettavo un po’ d’attenzione. Ma questo che fine ha fatto e come starà? Invece, ho trovato soprattutto silenzi e indifferenza, i messaggi sulle chat scorrevano come se niente fosse, la vita va avanti e lo spettacolo deve continuare come dopo la scomparsa di qualcuno.

E ci son rimasto un po’ male, sentendomi più solo. Con la tentazione di mandare tutto e tutti al diavolo e di chiudermi in una dimensione monastica. Con le mie cose, i miei libri, i film da guardare e altro ancora. E con quella specie d’insetto fastidioso che è tornato a farmi visita e non so proprio come si chiama. E non perché sappia poco o nulla in materia di entemologia.

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