REDDITOMETRO
Il redditometro spiegato semplice
semplice, senza la pretesa di padroneggiare competenze da commercialisti,
tributaristi e neanche ragionieri. Se dichiaro fiscalmente di essere
nullatenente e, perché no, anche nullafacente, oppure, affermo di aver
guadagnato nel corso dell’anno quanto un metalmeccanico o, peggio ancora, un
cameriere precario, eppure eppure
vivo in un appartamento di duecento metri quadrati o giro con la Mercedes,
allora lo Stato si domanda ma questi soldi da dove escono fuori? E dispone un
bell’accertamento. Spiegata così questa roba del redditometro dovrebbe
assicurare un consenso quasi unanime. Dovremmo dire, ammazza che figata e che bravi
i ministri e i sottosegretari di questo governo a fare una cosa del genere!
E, invece, è successo il contrario. Un sottosegretario all’economia, tal
Maurizio Leo, ha proposto, appunto, questo redditometro e si è beccato gli
strali e gli improperi di tutti i suoi compari di governo. Degli altri partiti
ma, anche, del proprio, addirittura è stato bacchettato dalla premier che ha
deciso, in ultima e insindacabile istanza approvata in consiglio di ministri,
di sospendere il discusso provvedimento. Ci fa perdere voti, questo il succo
del ragionamento.
Ed ecco io a questo ‘ci fa perdere
voti’ sono rimasto non tanto sorpreso pensando di ben conoscere umori e
pance di tanti abitanti di questo paese
e, in particolare, di chi voti questi qua, ma un po’ sconfortato sì. Me lo si
consenta, insomma come avrebbe detto un noto impicciarolo scomparso da un
annetto circa.
Perché questa storia che il redditometro fa perdere voti è anche vera ma,
tuttavia, inquietante. Significa che in questo paese il consenso, almeno in
parte, è garantito da politiche che consentono facili arricchimenti personali,
e una pratica degli ‘impicci’ variamente definita. Compresa quella di non
pagare un euro di tasse che, in ultimo, si traduce in un ladrocinio legalizzato
che, per farla breve e coincisa, allunga le liste d’attesa della sanità,
impedisce di riparare i tetti degli edifici scolastici fatiscenti o, che ne so,
di aumentare le corse di treni, autobus o metropolitane. Insomma, a noi che gli
impicci neanche li possiamo fare ci fa vivere peggio. E, allora, su questa
storia della sospensione del redditometro perché sotto elezioni ci fa perdere i voti bisognerebbe davvero
riflettere. E, magari, pure un po’ arrabbiarsi.

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