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Visualizzazione dei post da giugno, 2026
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LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale non incom) Giugno, anche stavolta, ce lo siamo levato di torno come il Natale in una battuta di un vecchio cinepanettone — mi si conceda un attimo di leggerezza. O quasi, perché manca ancora l’ultimo giorno, quel famigerato trenta che potrebbe sempre riservare qualche sorpresa poco piacevole. Ma andiamo con ordine. Il tifoso, soprattutto quello della Roma , che ama pensarsi diverso e migliore degli altri, oggi deve sapere un sacco di cose. Non basta più conoscere tecnica e tattica, il 4-3-3 zemaniano o il 4-2-3-1 che Spalletti — prima di finire nella gogna dei traditori — pare abbia inventato in una gelida serata al Polo Nord. Non basta essere esperti di pressing alto , riaggressione , costruzione dal basso o linea difensiva a centrocampo. No, oggi il tifoso deve sapere pure di contabilità e finanza . E queste competenze, che normalmente si acquisiscono iscrivendosi a una facoltà economica, diventano fondamentali proprio a giugno. Quando i...
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SQUARCI di Cristian Giodice ' Squarci' di Cristian Giodice è una raccolta di brevi frammenti narrativi, microprose che rinunciano deliberatamente a una trama tradizionale per aprire enormi spazi all'interpretazione. I testi, essenziali, allusivi, talvolta prossimi a una dimensione quasi misterica, rifiutano il significato univoco e invitano chi legge a completarne il senso, diventando parte attiva del processo interpretativo. Più che raccontare, Squarci suggerisce, evoca, lascia intravedere: ogni pagina è un'apertura, una fenditura attraverso cui osservare il mondo e sé stessi.   Questi frammenti nascono dal vissuto quotidiano e da vicende solo apparentemente ordinarie, che l'autore sottrae alla loro banalità trasformandole in occasioni di riflessione. La dimensione autobiografica non si chiude mai nell'intimismo, ma si apre continuamente a interrogativi che sfiorano la filosofia dell'essere. Le esperienze individuali diventano così il punto di partenza p...
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 BUGONIA di Yorgos Lanthimos Teddy e suo cugino Don, un po’ addormentato e sempre in ritardo sul mondo, sono due personaggi che, secondo una definizione ormai abusata, potrebbero essere etichettati come complottisti. Teddy, che fa anche l’apicoltore con la passiva complicità di Don, è convinto che la distruzione del pianeta sia il risultato di un piano orchestrato da alieni extraterrestri. A suo dire, l’agente principale di questa cospirazione sarebbe Michelle, spregiudicata e ricchissima CEO di un’azienda farmaceutica. I due decidono quindi di rapire la donna e di sottoporla a interrogatori che, più che rivelatori, risultano grotteschi e surreali. L’obiettivo è farla confessare, ma il film — che persi colpevolmente al cinema e che ho recuperato grazie alla programmazione di un noto network — usa questa premessa per affrontare temi ben più profondi: il complottismo, certo, ma anche le trasformazioni politiche, sociali e relazionali degli ultimi decenni, che sembrano condannare il...
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 DISCORSI DA BAR (periodico) Poco dopo le sette del mattino il bar è già aperto. E ci mancherebbe: la parola bar si associa facilmente alla colazione, con o senza cornetto. Oggi sono di buon mattino, dopo una notte quasi insonne passata a combattere un’impari sfida contro il caldo. Caldo e umido: persino i vetri della mia automobile erano appannati, quasi come d’inverno, quando però bisogna coprirsi. Non troppo, perché gli inverni di una volta non esistono più. E non è vero che non esistono più le mezze stagioni: ormai è tutta una mezza stagione fino al botto finale dell’estate, sempre sopra i trentacinque gradi. Al bar c’è poca gente: lavoratori instancabili, anche di sabato. Due signori, probabilmente bengalesi, che però padroneggiano molto bene l’italiano, e un altro tizio con l’immancabile cane al seguito. Un cane a colazione, ecco. Io non parlo. Sento, osservo, e guardo lo schermo della televisione sintonizzata su un notiziario sportivo. Mi diverte la papera del portiere ...
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IL SOL DELL'AVVENIR (settimanale)   «Arrendetevi, siete circondati!». La classica battuta da film d’azione: un poliziotto in borghese, megafono alla mano, che intima ai ricercati di consegnarsi, possibilmente in fila ordinata e con le mani alzate. Ecco, io — che mi definisco di sinistra, progressista, libertario, difensore dei diritti civili, sinceramente antifascista e, last but not least, povero comunista — mi sento esattamente come quei personaggi. Circondato. Costretto, mio malgrado, a consegnarmi al giustiziere di turno. Siamo circondati, sì. Abbiamo un governo guidato da una leader che proviene da un partito erede di Almirante, di Salò e dell’impiccato Benito. Con loro governa la Lega di Salvini, impegnata da anni a dimostrare di essere “più fascista degli altri”. E poi ci sono quelli di Forza Italia, i cosiddetti moderati. Ma quali moderati? È stata proprio la mano di Silvio a sdoganare i fascisti da Nord a Sud, isole comprese. E se non bastassero i camerati al governo, è sp...
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NOI TIREREMO DRITTO (settimanale satirico) Che sia ben chiaro: noi siamo sovranisti e orgogliosamente nazionalisti! E non veniteci a dire che per qualche anno siamo andati appresso a quel furfante di Trump: quella era tutta una moina, un giochetto della politica al quale non ci si può sottrarre. E poi, vuoi mettere se a Giorgia nostra fosse riuscita la magia di fare da pontiera tra l’Europa e gli USA, dando l’impressione che noi italiani contassimo più dei crucchi tedeschi o dei francesi, che non hanno neppure il bidet? Sai che soddisfazione! Poi, però, quel bifolco di Trump si è comportato male e Giorgia lo ha rimesso in riga. Dici che con la storia della foto ha fatto una figuraccia? Ma de che? Sono tutte bugie. Ti pare che la nostra camerata e presidente del Consiglio (al maschile, si capisce) andasse a chiedere una foto a quel ciccione di Trump, che chissà quanti hamburger si sarà mangiato in vita sua? Si sa, gli americani mangiano male: mica hanno le nostre specialità e, per farsi...
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SCENDE ALLA PROSSIMA? VIA LONGONI   Il 558 (cinquecentocinquantotto) portava sulla Tuscolana, dove c’erano i negozi fichi , soprattutto d’abbigliamento, e poi le stazioni della metropolitana da cui si poteva “volare” verso i quartieri del centro. Quando entrò in funzione la linea A della metropolitana, nel 1980, poco prima della strage di Bologna, i benpensanti si scandalizzarono: il sabato pomeriggio — passerotto non andare via — orde di ragazzi e ragazze provenienti dalle “malfamate” periferie invadevano Piazza di Spagna e gironzolavano per via del Tritone o via del Corso. Che tempi, signora: anche il padre operaio voleva che il figlio frequentasse le belle strade del centro. Magari, un giorno, anche dottore. Chissà. Il 214 (duecentoquattordici) e il 312 (trecentododici), invece, promettevano spostamenti più sobri: da una periferia all’altra, magari anche peggiore di quella che si lasciava. Passavano con una frequenza ancora più bassa del 558 e raccoglievano un numero inferi...
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 LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale non incom) Giugno non è un mese senza calcio. Di partite ce ne sono a volontà, con il campionato mondiale maschile in corso. E con quarantotto squadre partecipanti, il numero di match è davvero da record. Io sono abbastanza stagionato da ricordarmi i Mondiali a sole sedici squadre: quasi tutte europee o sudamericane, e con le famose squadre materasso , quelle che sapevi già che non avrebbero strappato neanche un pareggio, miracoli sportivi permettendo. Lo Zaire, unico rappresentante africano nel 1974, era una sorta di mascotte. Ricordo ancora la scena in cui un giocatore si staccò dalla barriera e colpì il pallone che il tiratore della squadra avversaria — il mitico Brasile di Rivelino — aveva appena posizionato, prima ancora che l’arbitro fischiasse. Insomma, di pallone che gira ce n’è in abbondanza. Eppure, a qualcuno manca qualcosa. Manca la Roma. Perché una cosa è il calcio, un’altra è la Roma. Almeno secondo la filosofia di vita di t...
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SCUOLA DI SEDUZIONE di Carlo Verdone Sei personaggi, non in cerca d’autore (non scomodiamo il maestro Pirandello), ma semplicemente alle prese con le proprie fragilità emotive. C’è Clemente, pensionato ultrasettantenne interpretato dallo stesso regista Carlo Verdone ; poi Giuliana, un’infermiera che porta addosso la stanchezza del suo lavoro; Gaia, attivista nel campo dei diritti LGBTQ; l’influencer Adele, sempre in bilico tra immagine e autenticità; Bruno, professore di storia che vive ancora con una madre ossessiva; ed Emanuele, silenzioso e convinto di essere respinto dalle donne a causa dei suoi difetti, incluso quello – per lui insormontabile – di avere un pene troppo piccolo. Tutti loro si rivolgono a una sorta di guida spirituale, Ortensia , interpretata da Karla Sofia Gascón, già protagonista del pluripremiato Emilia Pérez . È lei la figura che dovrebbe aiutarli a ritrovare un minimo di serenità e stabilità nella loro vita affettiva e relazionale. Il film è diviso in sei parti ...
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RACCONTI ROMANI di Alberto Moravia Racconti romani , pubblicato nel 1954, è una raccolta di circa settanta brevi storie che restituiscono con sorprendente immediatezza la Roma degli anni Cinquanta. Rileggere oggi questo volume significa immergersi in un mondo che non c’è più: una città ancora compatta, non ancora dilatata nella megalopoli che conosciamo, dove nei rioni centrali viveva una popolazione autenticamente popolare, fatta di proletari, sottoproletari e piccola borghesia. È proprio questa umanità, “gente del popolo” nel senso più pieno, a costituire il cuore pulsante del libro. Moravia affida la narrazione ai protagonisti stessi, che parlano in prima persona e raccontano la loro quotidianità fatta di espedienti, fatiche, piccoli sogni e grandi disillusioni. Ne emerge una società ancora rigidamente stratificata, dove perfino tra il lavoratore manuale e il modesto impiegato le differenze di classe appaiono nette e insormontabili. La scrittura è rapida, asciutta, essenziale: ogni ...
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IL SOL DELL'AVVENIRE (settimanale) Io odio i nazisti dell’Illinois. E, per non farmi mancare niente, odio pure i fascisti di casa nostra. E non solo. Ieri il presidente degli USA, il vecchio Donald Trump, nel corso di un’intervista rilasciata a una giornalista italiana, ha dichiarato che Giorgia Meloni, che gli chiedeva una foto durante il vertice del G7, gli ha fatto pena. A dichiarazioni sprezzanti come queste è seguito tutto il coro d’indignazione e solidarietà nei confronti della premier italica, cantato da tutte le istituzioni e da qualsivoglia politicante dell’arco parlamentare. A cominciare dal presidente della Repubblica, Sergione Mattarella, democristiano di nome e di fatto. Personalmente, ho assistito a questo sketch con un qualche sorriso. A me, poi, Giorgia Meloni, la camerata Giorgia Meloni, che dice di essere del popolo della Garbatella ma che, invece, a scavare bene, è nata nella borghesissima Camilluccia, non fa pena. Vado oltre il vecchio Trump e dico che mi fa l...
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DISCORSI DA BAR (insonnia) Mi scoccia definirlo il mio “barista di fiducia”. Non mi piace questa etichetta e, sinceramente, con il tizio in questione probabilmente non andrei mai volentieri a cena. Forse, guarda un po’, non ci prenderei neanche un caffè. Ogni volta che lo sento parlare – e mi riferisco a qualsiasi argomento, dalla cronaca alla politica, fino al gossip e al cazzeggio più gratuito – mi accorgo di quanto siano distanti le nostre visioni del mondo. Questa mattina il barista che spesso mi prepara il decaffeinato, quello che segue l’acquisto del quotidiano e di un paio di rosette all’alimentari, stava chiacchierando con un cliente. Il ragazzo era decisamente più giovane, collocabile tra i venticinque e i trentacinque anni, portati tutt’altro che splendidamente: barba incolta, fisico robusto destinato all’ingrasso, scarsa attenzione alla dieta e allo sport. Nulla da eccepire, comunque. Quando sono entrato, i due discutevano dei Mondiali e dei problemi del sonno. Le partite ve...
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NOI TIREREMO DRITTO (l'elettore di destra)   Abbiamo un problema. E non sto chiamando Houston come quell’astronauta dell’Apollo 13, una cifra di anni fa. Mi pare fosse il 1970. Pensa: c’era ancora il vecchio e caro Giorgio Almirante, che la nostra mitica Giorgia ha doverosamente ricordato solo qualche giorno fa.   Ecco, io invece mi rivolgo alla nostra amata premier e voglio dirle che il nostro problema, adesso, si chiama Vannacci. Sì, il generale Vannacci che sabato scorso ha presentato il suo nuovo partito e ci ha fatto sentire pure Lucio Dalla. Certo, poteva scegliere qualcosa di meglio rispetto a uno che era pieno di peluria e di zozzeria e sembrava proprio una zecca.   Comunque, pare che il consenso verso il generale Vannacci cresca sempre di più, soprattutto dopo che è andato in trasferta da quella brutta comunista di Lilli Gruber e ha parlato di remigrazione. E ancor di più dopo la convention di sabato scorso dove, diciamocelo francamente, ha detto cose che qui a d...
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SCENDE ALLA PROSSIMA? (ultima corsa)   Cerco pensieri, spunti, illuminazion i da trasformare in parole. Le cerco nei treni e nei vagoni della metropolitana che attraverso ogni giorno. Un amico, tornato da un viaggio in Giappone, mi ha raccontato della metro di Tokyo: pulita, veloce, impeccabile. E i passeggeri, tutti educati, composti, rispettosi delle regole. Bello, sì. Ma anche terribilmente noioso. Le regole servono, certo, purché non diventino un feticcio.   Questa mattina, invece, poco è accaduto. Rumori di fondo, un gruppetto di persone — forse vicini di casa — conversava a voce sostenuta. Risate, allegria. Sarà l’estate che avanza, come canterebbe quel gaglioffo di Jovanotti, uno che pensa che non sia mai opportuno schierarsi.   Io, invece, cerco discorsi impegnati, raffinati. Non so: l’“accordo di pace” tra USA e Iran che è solo un cessate il fuoco; l’ascesa di Futuro Nazionale del generale Vannacci. Ieri mattina, al bar, la prima parola che ho sentito è stata pr...
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  LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale non incom)   Siamo in piena pausa estiva: all’Olimpico fanno i concerti e i campi di Trigoria sono chiusi. Rimane solo il calciomercato che, però, non m’appassiona più di tanto. Una volta sì, che il calciomercato era la fiera dei sogni per ogni tifoso. Le notizie si leggevano solo sui quotidiani del mattino, che riportavano ciò che era successo — vero o presunto — il giorno prima. Non c’erano trasmissioni televisive né profili social di esperti, o presunti tali, a bombardarti continuamente con trattative reali o inventate.   Poi è arrivata tutta quella roba sul Fair Play Finanziario, sul Settlement Agreement, sull’indice di liquidità e compagnia bella, e ormai i tifosi sembrano tutti esperti di finanza. Io non sono uno di quelli che “si stava meglio quando si stava peggio”, né uno che rimpiange il passato. Non inseguo la giovinezza perduta e sono convinto che il mondo, in fondo, sia destinato a progredire. Nonostante Vannacci. Pe...
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STORIA DEL PCI di Paolo Spriano volume VIII   L’ottavo e ultimo volume dell’opera di Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano , intitolato “La Resistenza, Togliatti e il partito nuovo – Parte II” , si colloca nel cuore degli ultimi anni della guerra, della lotta partigiana e del processo di liberazione dal nazifascismo. Spriano affronta questa fase con un’attenzione particolare ai nodi politici e strategici che segnarono il destino del PCI e, più in generale, dell’Italia del dopoguerra. Uno dei momenti centrali del volume è il ritorno di Palmiro Togliatti in Italia e la celebre “svolta di Salerno” , con cui il segretario comunista propose una linea di collaborazione nazionale, rinunciando alla prospettiva insurrezionale e accettando la permanenza provvisoria della monarchia. Spriano mostra come questa scelta rappresentò una strategia di democrazia progressiva : un percorso che mirava a inserire il PCI nelle istituzioni dello Stato repubblicano in formazione, sen...
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IL SOL DELL'AVVENIR (cortei) Oggi a Roma ci sono quattro cortei. Lo sapevo già, ma la conferma — si fa per dire — l’ho avuta ieri ascoltando per sbaglio un pezzo del telegiornale regionale del Lazio. Va su Rai Tre, che un tempo era “Tele Kabul”, ma che oggi è finita nelle mani della destra. Seguendo la logica della lottizzazione, le edizioni regionali dei TG sono infatti assegnate alla Lega di Salvini. Così, ogni volta che mi capita di sentirne un frammento (tutto non ce la faccio), sembra di ascoltare il bollettino di una città sudamericana negli anni peggiori: solo cronaca nera, come se Roma o Viterbo fossero Bogotá di notte. Senza offesa per gli amici colombiani. Dicevo: quattro cortei. Due sono cortei di fasci e affini. Uno è quello per promuovere la cosiddetta “remigrazione”, cioè la deportazione oltre i confini nazionali di chi non ha “sane” origini bianche, occidentali e — preferibilmente — etero. Hanno persino raccolto firme per presentare un disegno di legge, e la conferen...
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SCENDE ALLA PROSSIMA? (speciale questua) Avete presente la stazione Cavour della linea B della metropolitana? Come poche altre stazioni ha accessi separati a seconda della direzione. Per andare verso Rebibbia entri dalla bella zona della Suburra, dove un tempo ne succedevano di tutti i colori; per andare verso l’Eur, invece, devi risalire e attraversare la centralissima (si fa per dire) via Cavour. Con estrema attenzione, perché le macchine sfrecciano: meglio fare un metro in più e buttarsi sulle strisce. Almeno, se ti investono e resti vivo, magari ci tiri fuori pure qualche soldo. Tie. A proposito di soldi: ieri pomeriggio, mentre risalivo le scalette che dalla Suburra portano a via Cavour, appena finiti i gradini mi sono imbattuto in un tizio parecchio disperato. Uno dei tanti che campano chiedendo l’elemosina agli angoli delle strade e davanti alle stazioni della metro, dove — come si dice — la gente ci casca dentro, e magari qualcuno ci casca pure a fare un po’ di beneficenza. Io,...
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  L'ELETTORE DI DESTRA (settimanale)   Certo che quelli di sinistra — i “sinistri”, come li chiama qualcuno di noi — insomma, queste zecche di merda, sono proprio ritardati! Adesso pensano di aver trovato il loro cavallo di Troia che gli farà vincere le elezioni. Anzi, che le farà perdere a noi.   Sì, parlo proprio di lui: del generale Vannacci, che prima ha scritto un libro che probabilmente non si sarebbe cagato nessuno. Figuriamoci noi italiani, che siamo talmente svegli e abbiamo così tanto da fare che immagina se possiamo perdere tempo a leggere libri.   Però questi ritardati di sinistra, questi radical chic del cavolo, si sono messi a parlare di questo libro del generale. Come si intitola? Il mondo al contrario . Ed erano tutti indignati, come sanno indignarsi loro, perché Vannacci ha scritto cose tipo che i froci non sono normali. E vai a dargli torto!   A destra, aho, questa cosa la pensiamo tutti: noi di Fratelli d’Italia, quelli della Lega e forse pure...