SCENDE ALLA PROSSIMA? (settimanale) 

Ci sono cose che sfuggono per settimane, mesi o anni. Dipende dal livello di distrazione. Il mio è piuttosto alto. Alticcio quando sono ubriaco.
 
Ad esempio: davanti alla stazione da cui, da circa un anno, prendo il treno — anzi, il trenino, perché è più piccolo di quelli che vanno al nord verso Milano o al sud verso la Calabria (e quando arrivi?) — c’è un piccolo mosaico.
 
Me ne sono accorto solo questa mattina ma, nella fretta, ho notato soltanto una barca. Eppure, questa fissa del mosaico mi ha accompagnato per tutto il breve viaggio metropolitano. Così, appena possibile, ho fatto qualche ricerca — insomma, ho googlato — e ho trovato rapidamente la risposta al mio interrogativo.
 
Prima, però, andando con ordine: mi sono fatto tutto il viaggio su trenino e metropolitana seduto, approfittando delle vacanze scolastiche e dell’assenza di qualche fortunato già in ferie. Con la vicinanza, non sempre comoda, di alcuni tizi. M’impiccio, si sa.
 
Sul trenino, la tizia accanto a me veniva probabilmente da qualche Paese dell’Est europeo; vado a indovinare: Romania. Indossava una tuta rosa e teneva il cappuccio sulla testa. Esagerata. E quanto parlava… Non ha mai taciuto per l’intero tragitto, e se c’è una iattura per chi, come me, vuole godersi un viaggio — breve o lungo che sia — in compagnia di un libro, è proprio ritrovarsi vicino qualcuno che chiacchiera, chiacchiera e chiacchiera. Che poi: che avrà da dire alle sette del mattino. Boh.
 
In metropolitana, invece, il mio dirimpettaio era silenzioso. Solo. Triste, solitario, final. Forse. Quando mi sono alzato per scendere l’ho guardato meglio: indossava un piumino smanicato (oggi sono previsti più di trenta gradi, boh) e ascoltava chissà cosa con cuffie gigantesche. Faccia non proprio allegra.
 
Comunque, mi sono tolto la prima curiosità del giorno. Il mosaico all’ingresso della mia stazione preferita per i viaggi quotidiani si riferisce allo sbarco di Enea sulle coste del litorale laziale, un po’ di tempo fa. Enea, l’eroe virgiliano: chi l’avrebbe mai detto. In realtà sbarcò a Lavinio, un po’ più a sud di Ostia, ma stiamo a guardare il capello.
 
Enea veniva dall’Asia Minore, da una zona che oggi collocheremmo nell’attuale Turchia. Quindi un migrante a tutti gli effetti. Ma nessuno, pare, gli chiese documenti o permessi di soggiorno, e nessuno pensò di rimandarlo indietro. Salvini, Vannacci, Casapound e tutta questa robaccia, evidentemente, non esistevano ancora. E magari si stava meglio. Chissà.
 
Per la spiegazione del mosaico c’è un video interessante su YouTube. Per trovarlo basta googlare. E magari mi rileggo pure l’Eneide che non fa male.
 
E alla prossima corsa.

Commenti

Post popolari in questo blog