SCUOLA DI SEDUZIONE di Carlo Verdone
Sei personaggi, non in cerca d’autore (non scomodiamo il maestro Pirandello), ma semplicemente alle prese con le proprie fragilità emotive.
C’è Clemente, pensionato ultrasettantenne interpretato dallo stesso regista Carlo Verdone; poi Giuliana, un’infermiera che porta addosso la stanchezza del suo lavoro; Gaia, attivista nel campo dei diritti LGBTQ; l’influencer Adele, sempre in bilico tra immagine e autenticità; Bruno, professore di storia che vive ancora con una madre ossessiva; ed Emanuele, silenzioso e convinto di essere respinto dalle donne a causa dei suoi difetti, incluso quello – per lui insormontabile – di avere un pene troppo piccolo.
Tutti loro si rivolgono a una sorta di guida spirituale, Ortensia, interpretata da Karla Sofia Gascón, già protagonista del pluripremiato Emilia Pérez. È lei la figura che dovrebbe aiutarli a ritrovare un minimo di serenità e stabilità nella loro vita affettiva e relazionale.
Il film è diviso in sei parti e alterna momenti comici e leggeri a scene più tenere e malinconiche, come nella tradizione verdoniana. Verdone, arrivato alla veneranda età di settantasei anni e al suo ventottesimo lungometraggio, torna dietro la macchina da presa dopo una pausa di sei anni dal suo precedente film, un intervallo lungo e insolito durante il quale si è dedicato alla serie Vita da Carlo.
Qualche parola di commento: il film dura meno di due ore ed è perfetto per trascorrere un pomeriggio tranquillo nella calura romana di giugno, con i ventilatori accesi e senza pagare il biglietto del cinema. È infatti disponibile su Paramount, e per me rigorosamente gratis. Non è un trashione – altrimenti non l’avrei neppure preso in considerazione – ma non è nemmeno un’opera memorabile o da premio. Il Verdone degli anni ’80, quello di Bianco, rosso e Verdone e Compagni di scuola, sembra ormai un ricordo lontano.
Senza infierire, e senza sconsigliarne del tutto la visione, resta comunque un film che avrebbe potuto fare a meno di alcune scene eccessivamente banali o macchiettistiche. Al prossimo film.

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