NOI TIREREMO DRITTO (l'elettore di destra)
Abbiamo un problema. E non sto chiamando Houston come quell’astronauta dell’Apollo 13, una cifra di anni fa. Mi pare fosse il 1970. Pensa: c’era ancora il vecchio e caro Giorgio Almirante, che la nostra mitica Giorgia ha doverosamente ricordato solo qualche giorno fa.
Ecco, io invece mi rivolgo alla nostra amata premier e voglio dirle che il nostro problema, adesso, si chiama Vannacci. Sì, il generale Vannacci che sabato scorso ha presentato il suo nuovo partito e ci ha fatto sentire pure Lucio Dalla. Certo, poteva scegliere qualcosa di meglio rispetto a uno che era pieno di peluria e di zozzeria e sembrava proprio una zecca.
Comunque, pare che il consenso verso il generale Vannacci cresca sempre di più, soprattutto dopo che è andato in trasferta da quella brutta comunista di Lilli Gruber e ha parlato di remigrazione. E ancor di più dopo la convention di sabato scorso dove, diciamocelo francamente, ha detto cose che qui a destra pensiamo un po’ tutti. Compreso il presidente del Senato.
Ancora con questi femminicidi e con il patriarcato? Ma basta! Che le donne tornino a casa a fare figli: la patria ha bisogno di carne fresca. E di giovanotti rigorosamente bianchi che, al massimo, si possono scurire d’estate quando vanno al mare.
Pure noi di Fratelli d’Italia e i nostri alleati della Lega lo sappiamo che il generale ha ragione su tutto. Solo che questo si è messo a fare le cose da solo, e i suoi stanno votando pure contro il Governo. E poi la nostra premier, la mitica Giorgia, ci sa fare. Come diciamo a Roma, è una bella paracula. Così fa finta di tenere a distanza il generale, ma senza esagerare troppo. In questo modo non si scopre troppo a destra e, nello stesso tempo, non perde l’elettorato moderato con quella storia che da fascisti, adesso, siamo diventati conservatori.
Ma quali conservatori! Noi rivendichiamo la nostra identità e sappiamo bene che le radici non gelano. Che poi non so neanche cosa voglia dire questa frase, ma mi piace tanto.
E pure la mitica Giorgia — bella paracula, e ce l’abbiamo solo noi una così — ogni tanto ci tiene a ricordare quello che siamo. Hai visto come ha sistemato quelle zecche della Fiera del Libro che vogliono mettere la patente da antifascisti? Ancora con questo antifascismo! Basta!
Ci siamo ripresi l’Italia e mica la molliamo. E le prossime elezioni, Vannacci o non Vannacci, le rivinceremo noi. Perché, scusa, ma hai visto come stanno dall’altra parte? Adesso gli tocca pure rosicare che la guerra in Iran è finita e che la nostra mitica Giorgia ha fatto pace con quel burlone di Trump.
Che è sempre il presidente degli USA e, poi, è uno dei nostri. Sempre schierato contro quegli zozzi migranti e quei porci comunisti. Come noi e più di noi. E uno così mica si può accannare.
Quindi daje Donald e daje Giorgia, che tra un anno a queste zecche di merda gli daremo un’altra lezione. E dopo, magari, potremo dire e fare le stesse cose del generale Vannacci. Compreso il segno della Xª MAS che pure quelli, aho, hanno fatto pure cose buone.
A noi!

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