DISCORSI DA BAR
Ci sono giornate, nella vita di ciascuno, in cui non
succede niente. Niente di rilevante, almeno in apparenza. Perché vai a sapere
se proprio in quel giorno anonimo hai incubato un virus che presto diventerà un
raffreddore, o se da qualche parte nel mondo qualcuno sta pensando a te ed è in
procinto di scriverti una lettera. Quest’ultima ipotesi è meno probabile,
nell’epoca delle mail e della messaggistica gratuita.
Tanti giorni anonimi, dunque, ma non inutili. Ci
pensavo stamattina, appena uscito dal bar dopo il caffè del mattino. Il
migliore, perché il più lontano dall’ultimo. O forse no: dipende da chi lo
prepara. Quello dei distributori, per esempio, fa davvero schifo. Sembra acqua
riscaldata — e pure male — o bollita.
Bisogna fare attenzione a scegliere un bravo barista
con una macchina del caffè efficiente. Altrimenti meglio farselo a casa o
ripiegare su un’altra bevanda. Un tè freddo, ad esempio: in estate va forte,
soprattutto nelle versioni al limone o alla pesca. Preferisco il primo; al bar
sono un pessimo conservatore.
Ecco, stamattina al bar non è successo niente. Proprio
come in quelle giornate grigie e anonime di cui parlavo. Davanti al bancone,
alcune persone di diverso genere consumavano le loro colazioni. Una signora
indugiava sul cappuccino accompagnato da un cornetto. Intero, non mezzo come
piace a me.
Con la complicità del barista — con cui ormai bastano
pochi sguardi — mi sono ritagliato un piccolo spazio per appoggiare la tazzina.
Intorno, silenzio assoluto. Nemmeno un prete per chiacchierar, avrebbe cantato
Adriano ai tempi di Azzurro. E l’azzurro, in effetti, non è di moda:
l’Italia non parteciperà ai Mondiali. Altrimenti qualcuno, al bar, a parlare di
calcio si sarebbe trovato.
Ho pagato ed ero già sulla porta quando la signora del
cappuccino mi ha chiesto un accendino. Ho tirato fuori il mio piccolo Bic rosso
fuoco, ho incassato il ringraziamento di rito e sono salito in macchina. E ho
pensato: hai visto? Alla fine qualcosa è successo.
E come diceva quello, basta il battito d’una farfalla
per provocare chissà quale sconquasso in un angolo del mondo. Chissà che
effetto può fare la fiamma di un accendino Bic. Rosso fuoco. Al prossimo caffè.

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