IL SOL DELL'AVVENIR (cortei)

Oggi a Roma ci sono quattro cortei. Lo sapevo già, ma la conferma — si fa per dire — l’ho avuta ieri ascoltando per sbaglio un pezzo del telegiornale regionale del Lazio. Va su Rai Tre, che un tempo era “Tele Kabul”, ma che oggi è finita nelle mani della destra. Seguendo la logica della lottizzazione, le edizioni regionali dei TG sono infatti assegnate alla Lega di Salvini. Così, ogni volta che mi capita di sentirne un frammento (tutto non ce la faccio), sembra di ascoltare il bollettino di una città sudamericana negli anni peggiori: solo cronaca nera, come se Roma o Viterbo fossero Bogotá di notte. Senza offesa per gli amici colombiani.

Dicevo: quattro cortei. Due sono cortei di fasci e affini. Uno è quello per promuovere la cosiddetta “remigrazione”, cioè la deportazione oltre i confini nazionali di chi non ha “sane” origini bianche, occidentali e — preferibilmente — etero. Hanno persino raccolto firme per presentare un disegno di legge, e la conferenza stampa si sarebbe dovuta tenere addirittura alla Camera dei Deputati. Poi, per fortuna, un gruppo di parlamentari meritevoli ha impedito questo scempio. Almeno quello.

Ma oggi questi scendono comunque in piazza, in una zona non centrale ma comunque dignitosa: il quartiere Prati. Partenza da Piazza della Libertà, quella dove i laziali — sia detto senza fraintendimenti — celebrano ogni anno il compleanno della loro squadra. Diciamo che ho almeno due buoni motivi per non farmi vedere da quelle parti.

E non basta. Perché in pieno centro c’è un altro corteo: quello dei cosiddetti “comitati Pro Vita”, un’accozzaglia di bigotti teocon che parlano di difesa della vita. Ovviamente non quella, tanto per dire, dei bambini che ogni giorno vengono uccisi in Palestina. L’ultimo, pochi giorni fa, ammazzato mentre era in macchina con i genitori da una squadraccia dell’IDF.

Di contro, scendiamo in piazza anche noi. Due cortei — perché uno, con questo caldo, non ci bastava, e perché a sinistra ci si divide sempre. Uno partirà dal Colosseo, con dentro tutti, pure la CGIL e la sinistra istituzionale; l’altro da Piazza del Verano. Speriamo di essere numerosi e determinati.

Sono certo che riempiremo le piazze e loro no. E domani ce lo racconteremo soddisfatti, mentre i fascisti avranno comunque sfilato alla faccia di una Costituzione che vieterebbe la ricostituzione del partito fascista e proclamerebbe l’eguaglianza degli esseri umani.

Ma, in fondo, ha ragione quel compagno sempre scettico e incazzato che mi ripete che questa Costituzione è uno specchietto per le allodole, carta straccia o quasi. Tanto che i fascisti non stanno solo in piazza, autorizzati da Questure e Prefetture in ogni angolo del Paese, ma pure in Parlamento e al Governo. Sì, al Governo: gli eredi di Benito, di Salò e delle trame oscure che hanno attraversato tutto il dopoguerra italiano, soprattutto negli anni Settanta.

Riempiremo le piazze oggi, ne sono sicuro. Ma per il futuro prossimo la vedo brutta. Perché quelli che governano sono fascisti, favorevoli alla “remigrazione” e sinceri abolizionisti del diritto d’aborto. E troppi gli vanno dietro, anche se poi non hanno il coraggio di scendere in piazza. Con buona pace dei “sinceri democratici” che continuano a riconoscere e legittimare questi mostri solo perché hanno vinto le elezioni.

Adelante.

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