LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale non incom)

Durante la prima settimana senza campionato il tifoso si nutre ancora delle emozioni dell’ultima giornata. Così, nell’ultima settimana di maggio, i tifosi della Roma — che sono speciali perché, come diceva Agostino,

ci sono i tifosi di calcio e poi… ci sono i tifosi della Roma — si sono sognati tutte le notti la sofferta vittoria di Verona e il gol di Stephan El Shaarawy, che hanno definitivamente riportato la Magica nella competizione più prestigiosa del mondo: la Champions League.

Poi arriva la seconda settimana e, allora sì, ci si rende conto del vuoto cosmico che ci aspetta per qualche lunga settimana. Senza l’adrenalina delle partite, senza i preparativi per andare allo stadio o organizzare le trasferte, senza i godimenti per le inevitabili e meritate sconfitte della Lazio.

Oddio, non per tutti è così. Io, almeno, questo periodo di vacanze calcistiche da qualche anno me lo vivo piuttosto bene. Penso a quanto ci guadagno in stress e salute, oltre che in soldi che restano nel portafoglio o nel conto in banca — peraltro sempre insufficiente, ma meno che nei mesi invernali.

Penso anche al sollievo di poter rispondere positivamente a qualche invito nel fine settimana che, invece, durante autunno, inverno e primavera bisogna declinare causa partita della Roma. Tanto che qualcuno, non avvezzo alla religione calcistica, quando gli dici “ci vediamo domenica per quella cena o per l’escursione”, rimane quasi di stucco. Ragiona un attimo e poi fa la domanda più retorica del mondo: “Ma che, è finito il campionato e la Roma non gioca?” Perché lo sanno quali sono le tue priorità e, ormai, se ne sono fatti una ragione. Anche se non ti capiranno mai: come diceva quello del libro diventato poi film di assoluto successo, l’inglese fan dell’Arsenal Nick Hornby, se non ci sei dentro non lo puoi capire.

Sopporto poco, lo confesso, quegli amici — fratelli di fede romanista — che appena finito il campionato ti chiedono sconsolati: “E mo’ come famo?” Ma come che famo, gli vorrei rispondere? Recuperiamo tutte quelle cose che trascuriamo durante le altre stagioni e ci riposiamo. Non del tutto, però.

Ad esempio, sono già usciti i calendari per la prossima stagione: il calendario è un momento essenziale nella vita del tifoso perché consente di programmare, almeno approssimativamente e nell’attesa di orari, anticipi e posticipi, la vita da fine agosto a fine maggio dell’anno seguente. E subito occhio alla prima giornata e alla prima trasferta, che quella almeno si può organizzare subito. E ai derby, che quest’anno cadranno a dicembre e ad aprile. E, ancora, a qualche data particolare: magari quegli inviti a battesimi, matrimoni e cerimonie varie si possono sospendere o, addirittura, declinare. Con buona pace di chi non ha ancora capito l’ordine delle tue priorità perché, sempre come diceva quello del libro diventato film, se non ci sei dentro non puoi capire. E forse fai pure bene, e beato te. Anche se, comunque, qualcosa ti perdi.

E sempre forza Roma.

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