NON SCRIVERE DI ME di Veronica Raimo
Dopo aver letto La vita è breve eccetera eccetera
e Niente di vero, mi sono imbarcato nella lettura di questo terzo libro
di Veronica Raimo. Il titolo è intrigante e, di per sé, desta già curiosità: Non
scrivere di me. Cosa vorrà dirci la scrittrice partendo da un incipit
simile? Come sempre, lo scopriamo solo vivendo — anzi, solo leggendo.
La protagonista di questa storia, assai dolorosa (e
conviene tenerlo bene a mente), è una donna di trentacinque anni, più o meno,
che lavora come cameriera in uno di quei bar eleganti e infiocchettati. La sua
voce narrante, senza nome, ci conduce dentro un racconto che, pur ammantato di
tristezza, procede spedito grazie all’abilità stilistica dell’autrice, alla sua
ironia e a quel disincanto che, personalmente, apprezzo molto.
Questa donna è immersa nei propri fallimenti: non si è
laureata, ha smesso di scrivere poesie, non riesce ancora ad avere relazioni
stabili. E, per dirla con le sue parole, il suo alibi deriva da un amore che
definire tossico è poco. Dieci anni prima si era invaghita di un attore e
regista emergente, tale Dennis May: un amore quasi a senso unico, una storia
consumata in soli quattordici incontri, fino all’ultimo — brutto — in cui si
compie una violenza che diventerà il centro dell’intero romanzo.
Quando la protagonista apprende per caso, da un
trafiletto letto da un cliente del bar, della scomparsa del suo vecchio e
violento amante, tutti i file della memoria si riaprono di colpo. È una notizia
scioccante, inevitabilmente, ma che finisce quasi per sbloccare un’esistenza
ormai piatta e disillusa.
È una storia che si legge alternando il magone a un
sorriso amaro, grazie alla capacità di Veronica Raimo di raccontare sempre con
una punta d’ironia. La protagonista — questa donna di trentacinque anni che
tenta di elaborare un trauma profondo — resta impressa, soprattutto per il modo
in cui affronta la violenza subita e il ricordo di un amore decisamente
tossico.
Un libro che non posso che suggerire, con l’avvertenza
che si tratta comunque di una storia cruda e drammatica, con tutte le
conseguenze del caso.
Al prossimo libro.

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