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Visualizzazione dei post da luglio, 2026
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ESCHILO E IL COMPLEANNO   Finisce luglio con la quarta ondata di calore che, dicono quelli che ne sanno, investirà l’Italia dalle Alpi alla Sicilia per almeno una decina di giorni. Poi chissà. Resistere, resistere, resistere , come disse un noto magistrato scomparso qualche anno fa. Lui non parlava di caldo e sudore; io sì, purtroppo.   In questi giorni lenti e oziosi mi ritrovo a pensare al mio prossimo compleanno. Potrei affermare, con una certa sicurezza e un tono perentorio, che, come il vecchio Antonio Gramsci, odiava il Capodanno, io odio i giorni del mio compleanno. In fondo, tra Capodanno e compleanno c’è una certa affinità: entrambi ti ricordano che è passato del tempo e che devi cambiare il numero della targa.   Quest’anno, poi, è un compleanno particolare: uno di quelli che consideriamo speciali solo perché chiudono una serie decimale e ne aprono un’altra. Muore un decennio, ne nasce uno nuovo, e a me — che passo la vita a pensare al tempo che scorre e a quanto...
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SCONTRI DI PIAZZA   Durante la scorsa settimana ci sono stati scontri. Scontri di piazza: a Bologna, dopo la morte — presumibilmente per abuso di polizia — di un uomo di quarantadue anni; e a Torino, durante le ricorrenti proteste contro l’assurda opera della linea ferroviaria Torino-Lione. A quegli scontri sono seguiti gli inevitabili dibattiti. Prima la condanna dei manifestanti “violenti” e la rituale solidarietà ai tutori dell’ordine: dichiarazioni provenienti da tutte le istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica, e, con sfumature diverse, da tutte le forze politiche, di governo e opposizione. Poi, i ‘mostri’ attualmente al governo hanno colto l’occasione per sfornare nuovi dispositivi normativi: strumenti che, in sostanza, mirano a limitare il diritto di manifestare, protestare, dissentire.   Cautela necessaria, per un governo che, di fronte alle crisi globali e ai conseguenti aumenti del prezzo dei carburanti, non sa far altro che proporre un bonus di pochi ...
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 SCENDO ALLA PROSSIMA (settimanale) Oggi il treno è silenzioso. Siamo in piena estate, con l’anticiclone africano pronto a tornare dalle nostre parti per la quarta ondata di calore. Parole ormai consuete, come se vivessimo in un paese tropicale. E mica muoiono quelli che vivono ai tropici, ha detto quel pezzo d’uomo del presidente del Senato col busto dell’impiccato nel salone. E chi vuol capire, capisca.   Mi sono portato i soliti due libri, un saggio e un romanzo, e apprendo con soddisfazione che sul treno — direzione Porta San Paolo — l’aria condizionata funziona perfettamente. È sempre così: la mattina va bene, poi si guasta nel corso della giornata. Provo ad abbozzare qualche spiegazione. Questi treni fanno avanti e indietro senza tregua, mai una pausa; non c’è tempo per piccole manutenzioni quotidiane, tipo pulire i filtri dell’aria. E poi restano fermi sotto il sole cocente: se agli umani il sole provoca eritemi, può ben causare qualche inceppamento anche ai convogli....
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LA CONTINUITAì DEL MALE di Tommaso Montanari   La continuità del male di Tommaso Montanari non è un saggio storico, e l’autore lo ribadisce più volte. Il titolo, volutamente evocativo, richiama quello di un celebre saggio di Hannah Arendt: una scelta non casuale, che suggerisce fin da subito un terreno di confronto con la riflessione sul male politico e sulla sua persistenza nel tempo.   Ma cosa vuole dirci, in meno di trecento pagine, lo storico dell’arte fiorentino, assiduo frequentatore dei salotti televisivi? Montanari parte da una premessa che contraddice le certezze di molti sedicenti — e “sinceri” (?) — democratici: il fascismo non è una categoria politica morta e sepolta. È rimasto nella società italiana come un virus impossibile da debellare del tutto, annidato negli anfratti più o meno visibili del Paese.   Da qui la domanda centrale: i partiti che oggi governano l’Italia — Fratelli d’Italia in primis, ma anche Lega e Forza Italia — sono riconducibili alla mi...
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 L'INFILTRATA di Arantxa Echevarria Film del 2025 della regista basca Arantxa Echevarría , L’infiltrata è il vincitore di due prestigiosissimi Premi Goya 2025 : miglior film e miglior attrice protagonista. Definibile come thriller sociale e politico, è ambientato negli anni ’90, dentro quel turbinio di storie spesso drammatiche legate ai movimenti indipendentisti del popolo basco, con particolare riferimento al gruppo più significativo : ETA , organizzazione che ha comunicato il proprio scioglimento soltanto nel 2018. La storia raccontata è vera e riguarda una giovane agente, Arrantxa Marín , che sceglie di infiltrarsi all’interno del movimento. Frequenta pub, circoli e locali dove si muovono i militanti, fino alla svolta: deve ospitare due importanti esponenti dell’ETA in procinto di eseguire un attentato. La ragazza se la cava egregiamente e, al termine della vicenda, riesce a portare a termine il suo difficile mestiere. Per chi, come chi scrive, ha sempre manifestato una ce...
 DISTRAZIONI Sembra che nella nostra società si ascolti pochissimo. Nella vita quotidiana ci si sente spinti a negare tutto quanto non collimi con la propria tradizione dominante. La tradizione prevalente risponde alle voci di dissenso con la censura. Il potere è la conquista di uno spazio nel discorso. Queste pratiche culturali originano una gnoseologia seconda la quale la voce più forte, più aggressiva o persuasiva cancella ogni precedente conoscenza proveniente da altre voci. E' difficile sperimentare prospettiva alternative a quella dominante quando essa si rivolge direttamente a noi ma ne possiamo scorgere le limitazioni. Quali voci del dissenso oggi sono capaci di spezzare il sortilegio di queste voci autoritarie? Nella nostra società si ascolta pochissimo. Sembra, così pare. Viviamo piegati sugli smartphone, bombardati da notifiche che ci rubano l’attenzione ovunque: in sala d’attesa, sui treni, perfino sul divano davanti a un film o a un notiziario. Ci perdiamo passaggi d...
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 IL SOL DELL'AVVENIR (settimanale) Non pensavo di arrivare a questo punto. Lo confesso: ho paura che i governi, in questo paese, si succedano come le estati degli ultimi anni. Nel tempo dei cambiamenti climatici ci lamentiamo per il caldo, per l’umidità che ti incolla i vestiti addosso, e i più esperti ci ricordano di andarci cauti: quest’anno è brutta, ma la prossima sarà peggio. E quella dopo peggio ancora. Così per i governi italiani. Quando, nel remoto 1994, le elezioni furono vinte da una coalizione guidata da un imprenditore rampante e furbastro che portò a Palazzo Chigi anche esponenti del Movimento Sociale Italiano — diretto erede del Partito Nazionale Fascista — e la Lega secessionista e già razzista di Bossi, pensavamo che il peggio fosse arrivato. E che altro ci può succedere? Poi Berlusconi ha rivinto una, due volte, spostando sempre più l’asticella a destra mentre brandiva la parola “libertà” con la disinvoltura di chi usa un slogan come deodorante. Siamo arriv...
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IL RACCONTO DELL'ISOLA SCONOSCIUTA di Josè Saramago C’è, in questa favola, un uomo singolare che si presenta al cospetto di un sovrano per chiedergli una barca. Non chiede ricchezze, né terre, né favori: vuole soltanto un’imbarcazione per raggiungere l’Isola Sconosciuta. Il re, abituato a governare ciò che è già tracciato e catalogato, non può che reagire con scetticismo. Le isole, dice, sono tutte conosciute, tutte segnate sulle mappe, tutte già possedute da qualcuno. Eppure, di fronte alla tenacia di quel suddito stravagante, finisce per cedere. Concede la barca, quasi per liberarsi di lui, quasi per non dover più discutere dell’esistenza di ciò che non si vede. Sulla nave, però, non sale solo l’uomo. Lo segue una donna, addetta alle pulizie del palazzo, che abbandona il suo mondo di corridoi e stanze reali per inseguire la curiosità che quel cercatore di isole le ha acceso dentro. I due, in un modo che non è mai dichiarato ma sempre suggerito, scoprono una forma di amore: o alme...
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NOI TIREREMO DRITTO (settimanale)   Noi stiamo col gioielliere. Col mitico Mario Roggero che, diciamocelo, si è comportato come avrebbe fatto ciascuno di noi. Mi entri in bottega, minacci mia moglie e mia figlia, poi me, che sono maschio italico e virile e, per definizione, quelle sono le mie donne , ti prendi pure un sacchetto di diamanti e io non dovrei correrti appresso e spararti? Ma stiamo scherzando?   Dicono che c'è lo Stato di diritto e che, in questi casi, bisogna chiamare polizia e carabinieri: ci devono pensare loro. E che la legittima difesa non vale se il pericolo è cessato. Tutte balle. E a quelli che criticano il nostro mitico gioielliere auguro proprio che i ladri gli entrino in casa. Poi voglio vedere.   Perché, parliamoci chiaro, noi che veniamo da una certa storia – ci siamo capiti – le regole della Costituzione e dello Stato di diritto le abbiamo sempre sopportate poco. È così da quando eravamo ragazzini e guardavamo i film western: mentre tanti tifava...
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SCENDO ALLA PROSSIMA (settimanale)   Un salto temporale, all’indietro, di una settimana. Mercoledì scorso, alle cinque del pomeriggio: l’ora della verità in Plaza de Toros, negli immortali versi di Federico García Lorca; il giorno in cui è iniziata la terza ondata di calore sull’intera penisola. Un’afa insopportabile, l’umidità che si appiccicava alla pelle.   Quel mercoledì ho preso il treno delle cinque per tornare a casa e, appena salito, ho visto una signora che, al contrario, scendeva. E sbuffava. Ci è voluto poco per capire il motivo: l’aria condizionata era fuori uso e, naturalmente, non c’era neanche il rimedio dei finestrini. Eravamo su uno di quei convogli moderni che non prevedono più il vetro da tirare giù o chiudere a seconda delle stagioni e dell’umore dei passeggeri; no, solo sistemi di climatizzazione che d’inverno soffiano aria calda e d’estate fredda. Quando funzionano. E quando non funzionano? Niente: bisognerebbe fermare il mezzo e sostituirlo con un altro ...
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LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale)   Mancano solo quattro domeniche alla ripresa del campionato: una a luglio e tre ad agosto. Poi si ricomincia, e addio a stare sotto al sole sulla spiaggia di Ostia o in qualunque altro lido. Se proprio dovremo sudare, lo faremo dagli spalti dell’Olimpico o, se ci mandano in trasferta, in qualche città sparsa da nord a sud.   Intanto la stagione è già ripartita: i ragazzi si allenano sotto il sole caliente di Trigoria, guidati dal nostro mister, il Gasp da Grugliasco, che li sottopone pure alle triple sedute. Tra poco arriveranno le prime amichevoli estive e, oplà, la prima in casa — di lunedì — contro l’ostica Fiorentina, in quella maglia viola che a teatro porta male.   Sono finiti pure i Mondiali: ha vinto la Spagna, che ha i colori come i nostri, contro l’Argentina che invece ha i colori come quegli altri, e pure un allenatore che con loro ci ha giocato. I Mondiali, nel variegato panorama del tifo romanista, dividono sempre. Ci ...
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 LA FINE DEL MONDO di Francesco Pecoraro   La fine del mondo di Francesco Pecoraro è il monologo di un uomo che ha superato gli ottant’anni e che osserva la realtà dalla cucina del quartiere romano dove è nato e dove è tornato, con lucidità amara, a morire . È un residuo del Novecento, un “semi‑privilegiato comunista” che non si riconosce più nel ceto medio professionale dell’“Ipotassi Cetomedioide”, oggi popolato da anziani, avvocati, notai e routine senza immaginazione. Il quartiere è diventato un luogo che non produce futuro: solo funzioni, pratiche, sopravvivenza. Il protagonista vive immerso nel flusso , la corrente continua della società contemporanea che cambia troppo in fretta per essere capita. Il flusso è la forma liquida della fine del mondo: non un’apocalisse, ma una dissoluzione lenta del senso, un presente che scivola via senza sedimentarsi. In questo scorrere, il protagonista avverte la perdita di ogni orientamento: la politica ridotta a rumore, la città...
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 L'ORCHESTRA STONATA di Emmanel Courcol L’orchestra stonata  di Emmanuel Courcol, presentato anche a  Cannes 2024 , racconta l’incontro assolutamente inatteso di due fratelli biologici che non sapevano di esserlo. Da una parte  Thibaut , direttore d’orchestra cresciuto in una famiglia borghese, educato alla disciplina, alla musica colta, a un’esistenza dove non è mai mancato nulla. Dall’altra  Jimmy , che lavora nella mensa scolastica di una cittadina del Nord operaio della Francia e si diverte a suonare la tromba nella banda del paese.   Il punto di svolta arriva quando Thibaut scopre di avere una  leucemia fulminante : la ricerca di un donatore compatibile svela una verità taciuta per anni. È stato adottato. E soprattutto ha un fratello. Il dolore, la paura e la necessità li costringono a incontrarsi, conoscersi, raccontarsi. E da quel momento la storia procede a fasi alterne, senza che Courcol voglia propinarci la favola consolatoria con il lieto ...