ESCHILO E IL COMPLEANNO Finisce luglio con la quarta ondata di calore che, dicono quelli che ne sanno, investirà l’Italia dalle Alpi alla Sicilia per almeno una decina di giorni. Poi chissà. Resistere, resistere, resistere , come disse un noto magistrato scomparso qualche anno fa. Lui non parlava di caldo e sudore; io sì, purtroppo. In questi giorni lenti e oziosi mi ritrovo a pensare al mio prossimo compleanno. Potrei affermare, con una certa sicurezza e un tono perentorio, che, come il vecchio Antonio Gramsci, odiava il Capodanno, io odio i giorni del mio compleanno. In fondo, tra Capodanno e compleanno c’è una certa affinità: entrambi ti ricordano che è passato del tempo e che devi cambiare il numero della targa. Quest’anno, poi, è un compleanno particolare: uno di quelli che consideriamo speciali solo perché chiudono una serie decimale e ne aprono un’altra. Muore un decennio, ne nasce uno nuovo, e a me — che passo la vita a pensare al tempo che scorre e a quanto...