HOTSPOT

Gli hotspot sono luoghi fisici nei quali è possibile fermarsi per collegarsi alla rete internet attraverso una connessione wi fi. Ma gli hotspot sono anche altro. Ad esempio quegli spazi nei quali vengono ammassati migranti che vogliono spostarsi verso qualche paese europeo e che vengono fotografati, segnalati, schedati. Talvolta anche torturati.

Ecco, l’immigrazione, uno dei temi più dibattuti durante questa campagna elettorale. La destra, è chiaro, fa la faccia feroce, forte di una narrazione tossica sul tema. Una narrazione che racconta i fenomeni migratori come una vera e propria emergenza sociale, una narrazione in conseguenza della quale il migrante viene spesso considerato un pericolo pubblico, un potenziale o reale delinquente, uno che porta problemi e non risorse. Tutto questo in un paese nel quale il numero degli italiani che lasciano il proprio paese è ben superiore a quello dei migranti che arrivano sulle nostre coste o nelle nostre città. Ma tant’è, e basta che un africano o un sudamericano venga beccato a rubare un portafoglio su un autobus che la canea reazionaria torna a forte a montare.

La storia del mondo è storia di migrazioni e di contaminazioni. Noi stessi occidentali e bianchi abbiamo una lontana origine indoeuropea. E tra qualche tempo, è chiaro, i nostri nipoti o pronipoti leggeranno divertiti le proposte avanzate da qualche fenomeno della nostra politica contemporanea.

La Lega, al solito, propone i cosiddetti ‘porti chiusi’ mentre la camerata Giorgia Meloni si spinge anche oltre con i blocchi navali. Quanto alla concessione della cittadinanza niente da fare e abbiamo visto anche in questa legislatura tutte le infami manovre per stoppare un provvedimento, peraltro assai blando. Quello dello ius scholae. Un proposta di legge che prevedeva la concessione della cittadinanza italiana ai figli d’immigrati minorenni e che avessero frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni. Niente da fare, dai banchi di Fratelli d’Italia si è gridato allo scandalo per una cittadinanza concessa troppo facilmente. La Lega invece, per mano dei suoi deputati e senatori ha proposto una serie di emendamenti volti a ostacolare l’iter legislativo, alcuni assai bislacchi come quello che subordinava la concessione della stessa cittadinanza alla conoscenza di sagre e fiere paesane. In mano a chi siamo, avrebbe urlato povera nonna! Dall’altra parte del guado (si fa per dire) ci sono comunque i compari di quel Marco Minniti che da ministro dell’interno fece con gli immigrati forse anche peggio di Matteo Salvini. Stringendo accordi con le organizzazioni criminali libiche e per la costruzione dei famigerati campi di prigionia. Insomma, da dove ti giri ti giri… E l’unica consolazione è che certi processi, come quello migratorio, non si stoppano, ma possono soltanto essere rallentati. I migranti, diversamente da quel che si pensa, sono un’irrinunciabile risorsa. E lo sanno bene anche i più giovani che, ormai, sono abituati a convivere, fianco a fianco, spalla a spalla, con l’amico venuto dal sud del mondo. Questi brutti ceffi che propongono muri, barriere e blocchi navali potranno anche vincere le elezioni ma, inevitabilmente, saranno smentiti e condannati dalla storia.  

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