L'AVVENIRE
Superata ormai abbondantemente la mezza piotta, oltre ai canonici bilanci esistenziali che, comunque, si fanno anche prima o dopo, dipende dall’esercizio finanziario e dalle scadenze che ci si danno, viene da pensare anche a cosa fare di quel che resta. Quel che resta, e vengono le paturnie a pensare a quanto il tempo scorra velocemente e a quanto (poco) manchi alla cosiddetta durata media della vita dell’uomo occidentale. Vien quasi da ripensare a quella scena di un film di Nanni Moretti, Caro diario, dove il protagonista neo quarantenne, magistralmente interpretato dallo stesso attore romano, misura la vita che gli resta attraverso un metro di plastica.
Cosa mi piacerebbe fare nei prossimi anni che non saranno più quelli della beata gioventù e mi costringeranno a fare, inevitabilmente, i conti con limiti fisici e qualche acciacco?
Ci sono cose che faccio e mi piacerebbe continuare fino al termine dei miei giorni. Leggere, guardare film, fare qualche sport, scrivere.
Ecco, mi piacerebbe scrivere un libro o, quantomeno, avere il coraggio di diffondere i mei strani pensieri oltre una dimensione quasi intimistica.
Mi piacerebbe passare qualche giornata in allegria, lasciarmi andare nelle emozioni, trovare almeno per mezz’ora al giorno qualche persona con la quale discutere di politica, di letteratura, di filosofia, di sport o di semplici cazzeggi. Trascorro troppe ore in silenzio chiuso nei miei pensieri.
Non saprei se mi piacerebbe avere una relazione. Forse non ce la farei a reggerla. Mi libererei volentieri di alcune ossessioni, ma forse non ne potrei neanche fare a meno. Ridurrei il consumo di tabacco, e cercherei di trascorrere le mie giornate con meno ansie addosso. E, soprattutto, in una condizione che mi consenta di non logorarmi nel pensiero del tempo che scorre. In una condizione che mi consenta di accettare serenamente la giostra della vita. Dove si sale (senza volerlo) e si fanno tutti i giri che ci toccano. Nelle diverse stagioni della vita che, in fondo, presentano tutte i loro aspetti positivi. Basta accettare la propria condizione e non pensare di poter cambiare ciò che è ormai immutabile.

Commenti
Posta un commento