THE LOBSTER di Yorghois Lanthimos (2015)

David (interpretato dal bravo Colin Farrell) è un uomo appena separato dalla moglie. In un futuro distopico si immagina una società dove è vietato restare single. I single, appunto, vengono accompagnati in un hotel dove vigono regole ferree e, soprattutto, dove si è obbligati a trovare un partner pena essere trasformati in un animale. Il nostro protagonista, alla domanda in quale animale vorrebbe trasformarsi nel caso non riuscisse a compiere la propria missione, risponde l’aragosta (the lobster) perché, in particolare, è particolarmente longeva.

In questa particolare struttura gli ospiti devono trovare partners a loro compatibili. Così, uno dei protagonisti, finge di avere un particolare fastidio, quello di perdere sangue dal naso, per accoppiarsi con una donna che ha realmente questo disturbo.

David s’invaghisce di una donna senza cuore che lo inganna e lo tradisce, uccidendo spietatamente il fratello già trasformato in un cane. David la uccide con la complicità della cameriera dell’hotel e fugge nel bosco dove c’è un’altra comunità, quella dei solitari.

Anche in questo posto esistono delle regole, diversamente dall’hotel dove i single impenitenti debbono redimersi, è vietato accoppiarsi.

Ma proprio nel bosco dei solitari David s’innamorerà di una donna e seguiranno sviluppi nella trama assolutamente singolari.

Cosa ci lascia questo geniale lavoro del regista greco Yorghois Lantimos, un film singolarmente in lingua inglese, un esordio in questo senso per il regista?

Sicuramente nel film centrali sono aspetti come le relazioni di coppia, i sentimenti e l’amore, la difficoltà di sentirsi soli e single senza farsi condizionare da possibili disapprovazioni sociali.

Un film comunque assai complesso e che può lasciare irrisolte molte delle domande che pone tanto che, anche alcuni esperti critici e registi cinematografici, hanno dichiarato candidamente di non aver compreso a pieno il significato dello stesso film.

Un film che alterna momenti grotteschi a scene che lasciano gravi inquietudini. Un po’ horror, un po’ satira, un po’ distopico e surreale. Ma che, inevitabilmente, ci interroga sulle difficoltà nelle relazioni sociali che non riguardano un futuro prossimo e immaginato ma il nostro stesso presente.

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