IL SIGNORE DELLE FORMICHE
di Gianni Amelio 

Aldo Braibanti è stato un filosofo, militante del partito comunista, omosessuale. Omosessuale, parola che non esiste nei codici penali che si sono succeduti cronologicamente, sin dai tempi del fascismo e di Benito Mussolini per il quale, evidentemente, non era possibile che tra un popolo tanto virile come quello italiano si annidasse qualche maschietto effeminato.

Nel 1964 il professor Braibanti viene incriminato per ‘plagio’, colpevole di aver costretto attraverso pressioni di natura psicologica due ragazzi a seguirlo. La denuncia parte dalla mamma di un ragazzo che aveva, appunto, seguito il professore a Roma nel tentativo di liberarsi dall’oppressione di una famiglia bigotta e di vivere serenamente e felicemente i propri desideri.

Aldo Braibanti è stato un filosofo, militante del partito comunista, omosessuale. Omosessuale, parola che non esiste nei codici penali che si sono succeduti cronologicamente, sin dai tempi del fascismo e di Benito Mussolini per il quale, evidentemente, non era possibile che tra un popolo tanto virile come quello italiano si annidasse qualche maschietto effeminato.

Nel 1964 il professor Braibanti viene incriminato per ‘plagio’, colpevole di aver costretto attraverso pressioni di natura psicologica due ragazzi a seguirlo. La denuncia parte dalla mamma di un ragazzo che aveva, appunto, seguito il professore a Roma nel tentativo di liberarsi dall’oppressione di una famiglia bigotta e di vivere serenamente e felicemente i propri desideri.

 

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