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ELEZIONI
Per quanto
ci si possa preparare, una botta in testa lascia sempre qualche contraccolpo.
E’ quello che è avvenuto in queste ore e in questi giorni con i risultati delle
elezioni politiche tenutesi domenica scorsa con le urne aperte dalle otto alle
ventitré.
Detto senza
troppi giri di parole, il successo della destra era ampiamente annunciato,
direi quasi scontato. Dal (quasi) trionfo di Giorgia Meloni e camerati vari
poteva salvarci, probabilmente, solo un’invasione degli alieni o qualche
fenomeno naturale che obbligasse a rinviare le stesse elezioni.
Certo, non
potevano salvarci leader e leaderini dei vari partiti che si sono contrapposti
all'ormai datato schieramento di destra. Non l’inadeguato Enrico Letta incapace
di strappare un qualsivoglia e significativo accordo elettorale con qualche
formazione politica di un certo peso. Non i costituenti del cosiddetto ‘terzo
polo’ per i quali non esiste un pericolo fascista perché siamo, e ormai da
tempo, in un nuovo millennio e non ha più senso parlare di fascismo e
antifascismo. La parte migliore in commedia se vogliamo l’ha recitata il
movimento cinque stelle e il suo leader, Giuseppe Conte, che ha mantenuto una
significativa messe di voti e ha, in parte, intercettato il voto di sinistra
mettendo in campo alcuni contenuti di sinistra. Molto semplice almeno a parole.
E ora cosa succederà? Personalmente ho espresso in questi anni tutto il mio pessimismo sulle sorti politiche di questo paese. Il giorno nel quale la destra sarebbe tornata al governo e con una veste ancor più reazionaria e fascistoide era inevitabile come le piogge d’autunno o i primi caldi in aprile o a maggio. Una destra che ha percentuali elettorali intorno al quaranta per cento dall'ormai remoto 1994 quando Silvio Berlusconi s’invento la casa delle libertà e del buon governo mettendo insieme il movimento sociale italiano (si chiamava ancora così) e la Lega secessionista di Umberto Bossi. Oggi, quello schieramento è ancor più sbilanciato a destra e a guidarlo c’è un partito che si rifà, neanche troppo nascostamente, all’eredità del movimento sociale di Giorgio Almirante e, prima ancora, della Repubblica di Salò, E, presto o tardi, queste caratteristiche usciranno fuori. E non s’illudano coloro che pensano che questa destra non potrà governare per tutta la durata della legislatura per qualche gioco di palazzo, per l’Europa o per i diktat di Sergio Mattarella. I fascisti amano il potere e quando lo prendono ci si appiccicano sopra come molluschi. Per cacciarli via servirà una grande e intelligente opposizione sociale. Senza affidarsi troppo ai politicanti di turno e ai maestri dei giochi di palazzo, tra i principali responsabili di questa disastrosa situazione.
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