SCRITTI SUL FASCISMO di Antonio Gramsci

Scritti sul fascismo, curato da Enzo Santarelli e pubblicato da Editori Riuniti nel 1973, è una raccolta ampia ed elaborata  di articoli, interventi parlamentari, note politiche e riflessioni teoriche di Antonio Gramsci. Il volume copre un arco temporale sufficientemente esteso da includere tutte le fasi del fenomeno fascista: la sua nascita, il suo sviluppo e il suo consolidamento come regime.

Gramsci offre del fascismo una lettura prevalentemente materialistica, radicata nella crisi dello Stato liberale e nella risposta reazionaria delle classi dominanti. Per il dirigente comunista, il fascismo è innanzitutto un nuovo abito politico e sociale indossato dalla grande borghesia industriale e agraria, sostenuto anche dai ceti medi impiegatizi, spaventati dal disordine sociale e dalla possibilità di un avanzamento rivoluzionario del movimento operaio. Questa interpretazione, pur non esente da alcune sottovalutazioni iniziali, si rivela nel complesso una delle più lucide e profonde elaborate negli anni Venti e Trenta.

Il volume, che supera le quattrocentocinquanta pagine, raccoglie materiali eterogenei ma coerenti individuati negli scritti precedenti al 1922, agli articoli tratti dallOrdine Nuovo, agli interventi parlamentari, e ad una selezione di note dai Quaderni del carcere.

La forza del libro sta proprio nella possibilità di seguire l’evoluzione del pensiero gramsciano: dalla fase in cui il fascismo appare come una reazione confusa e violenta dei ceti medi, fino alla maturazione teorica del carcere, dove Gramsci lo interpreta come una modernizzazione autoritaria, una forma di “rivoluzione passiva” attraverso cui le classi dominanti riorganizzano lo Stato per superare la crisi del liberalismo.

Questi scritti sono indispensabili per comprendere un fenomeno tragico e complesso come il fascismo. Gramsci, pur con i limiti del suo tempo e della sua condizione, riesce a coglierne la natura profonda meglio di qualsiasi altro teorico del tempo: violenza e repressione, ma anche costruzione di consenso, ristrutturazione dello Stato, ridefinizione dei rapporti sociali.

Un testo fondamentale, che tuttavia richiede — e merita — di essere affiancato da altre letture gramsciane, in particolare dai Quaderni del carcere e dagli scritti politici del primo dopoguerra. Un ottimo punto di partenza, dunque, per proseguire il percorso. Al prossimo libro.

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