SCENDO ALLA PROSSIMA (settimanale) 

Ferragosto si sente anche sul famigerato trenino Metromare — già Roma‑Lido, Freccia del Mare e altre denominazioni frutto della solita creatività burocratica. Un’etichetta non si nega a niente e a nessuno.
 
Si nota, dicevo: vagoni poco affollati, posti a sedere, un silenzio quasi educato dopo mesi di rumori assordanti e, talvolta, molesti. Però stimolanti: senza quel caos, dei miei viaggetti su questi convogli cosa resterebbe?
 
Stamattina l’unica curiosità veniva da un tizio e una tizia seduti vicino a me, evidentemente innamorati. Parlavano fitto fitto mentre lei, con una naturalezza che farebbe impazzire il solito luogo comune sessista, riusciva anche a giocare sullo smartphone. Il vannacciano di turno rispolvererebbe la solita teoria sulle donne che riescono a fare più cose nello stesso tempo, considerazione priva di fondamento scientifico e utile solo a scaricare sulle stesse donne ulteriori mansioni. Una comodità del patriarcato che — leggevo oggi — il Vannacci già generale sospeso vorrebbe pure ripristinare. “Ci vuole l’uomo forte”, ha sentenziato. Poveri noi, e povero me.
 
Intanto, sul mio trenino preferito, mentre leggevo alcuni scritti di Antonio Gramsci sul fascismo, i due innamorati continuavano a fare progetti per la giornata e forse anche per il Ferragosto. Finché lei è scesa (per prima) alla stazione di Magliana, mentre lui ha proseguito. Si sono salutati con una tenerezza che si sentiva forte, persino attraverso le pagine sul delitto Matteotti. E pensavo: ammazza questi quanto si vogliono bene. E quanto durerà questa luna di miele? L’amore è eterno finché dura — frase banale, certo, ma vera: prima o poi subentrano altri sentimenti, affetto, stima, riconoscenza. Fate voi.
 
Sono sceso anch’io alla Basilica di San Paolo, dove mi attendeva il mio edicolante preferito, cappellino della Roma in testa, motivo sufficiente per rendermelo simpatico. Il tipo innamorato, invece, ha proseguito: maglietta rossa, pantaloncini corti, abbronzatura da agosto, forse tra i trenta e i quarant’anni. Giovane e innamorato. Beato lui.
 
Meglio prendere la metropolitana. Alla prossima corsa.

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