NOI TIREREMO DRITTO (settimanale satirico)

Che sia ben chiaro: noi siamo sovranisti e orgogliosamente nazionalisti! E non veniteci a dire che per qualche anno siamo andati appresso a quel furfante di Trump: quella era tutta una moina, un giochetto della politica al quale non ci si può sottrarre. E poi, vuoi mettere se a Giorgia nostra fosse riuscita la magia di fare da pontiera tra l’Europa e gli USA, dando l’impressione che noi italiani contassimo più dei crucchi tedeschi o dei francesi, che non hanno neppure il bidet? Sai che soddisfazione!


Poi, però, quel bifolco di Trump si è comportato male e Giorgia lo ha rimesso in riga. Dici che con la storia della foto ha fatto una figuraccia? Ma de che? Sono tutte bugie. Ti pare che la nostra camerata e presidente del Consiglio (al maschile, si capisce) andasse a chiedere una foto a quel ciccione di Trump, che chissà quanti hamburger si sarà mangiato in vita sua? Si sa, gli americani mangiano male: mica hanno le nostre specialità e, per farsi un bel piatto di pasta, devono chiedere a qualche napoletano o siciliano trasferitosi negli States.

Giorgia nostra, invece, hai visto quanto è elegante, curata e sempre in ordine? All’ultimo incontro del G7 si è messa pure la cravatta; così, tanto per chiarire che ha le palle come tutti i maschietti che si rispettano e che, infatti, si fa chiamare al maschile: presidente del Consiglio. Basta con tutta quella roba della lingua, che sarebbe poi un altro strumento dell’ossessione patriarcale.

Giorgia, tuttavia, ha risposto per le rime a quel bifolco di Trump. E se le sono date di santa ragione, a colpi di post e tweet, certo: con gli americani mica ci vuoi fare la guerra vera? Trump attaccava duro, ma Giorgia ha rintuzzato tutti i colpi prima di dire “abbasta” e mettere fine alla singolar tenzone. Perché noi italiani siamo superiori a queste cose, pure se non ci siamo qualificati per i Mondiali di calcio.

Accantonato Trump, Giorgia nostra ha ripreso a lavorare per il Paese. È andata pure alla festa degli Alpini a Gemona del Friuli: con questo caldo, hai visto mai che lassù si stava un po’ meglio? E adesso c’è la legge elettorale da fare subito, perché mica vogliamo riconsegnare il Paese a quegli zozzoni della sinistra o del campo largo che, a proposito di foto, hai visto quanto sono brutti?

Con questa nuova legge elettorale, intanto, li costringiamo a scegliersi un capo e diamo pure una strigliata a quel buontempone del generale Vannacci che dice cose che noi diciamo da anni ma che, così facendo, rischia di levarci voti e far vincere quegli altri.

E dite che una legge elettorale presentata poco prima delle elezioni e neppure discussa in Parlamento non sia una cosa molto democratica? Aho, non esageriamo. Noi, quando abbiamo detto di essere democratici, era così, per stare al gioco. Mica ci avrete creduto davvero?

Noi siamo sovranisti, orgogliosamente nazionalisti e, perché no, belli fascistoni. Fascisti sì, e pure da prima che nascesse il generale Vannacci. E se non abbiamo ancora messo nero su bianco che i froci non sono normali è solo perché il Paese non è ancora pronto. Dateci tempo e fateci lavorare: se rivinciamo le elezioni, con Ignazio La Russa al Quirinale mettiamo il busto di Benito all’entrata di ogni scuola. A noi!

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