LA ROMA E' UNA COSA SERIA (settimanale non incom)

Giugno, anche stavolta, ce lo siamo levato di torno come il Natale in una battuta di un vecchio cinepanettone — mi si conceda un attimo di leggerezza. O quasi, perché manca ancora l’ultimo giorno, quel famigerato trenta che potrebbe sempre riservare qualche sorpresa poco piacevole.

Ma andiamo con ordine. Il tifoso, soprattutto quello della Roma, che ama pensarsi diverso e migliore degli altri, oggi deve sapere un sacco di cose. Non basta più conoscere tecnica e tattica, il 4-3-3 zemaniano o il 4-2-3-1 che Spalletti — prima di finire nella gogna dei traditori — pare abbia inventato in una gelida serata al Polo Nord. Non basta essere esperti di pressing alto, riaggressione, costruzione dal basso o linea difensiva a centrocampo.

No, oggi il tifoso deve sapere pure di contabilità e finanza. E queste competenze, che normalmente si acquisiscono iscrivendosi a una facoltà economica, diventano fondamentali proprio a giugno. Quando il campionato è fermo, Trigoria è chiusa e i giocatori della Magica postano storie da qualche località esotica. Perché l’esercizio finanziario delle società di calcio non si chiude a Capodanno, ma il 30 giugno, il giorno più ansiogeno dell’anno per chi ama la Roma.

Entro quella data bisogna sistemare i conti e non farsi cogliere in castagna da quei boiaccia dell’Uefa, sempre pronti a impicciarsi nei bilanci giallorossi. Da anni giugno è così: Fair Play Finanziario, Settlement Agreement, necessità di vendere calciatori per fare plusvalenze e ricavi. E tocca pure capire la differenza, perché fare plusvalenze è più complicato: il calciatore che per noi è uno che segna e viene sotto la curva, per la contabilità è un asset, come una casa o un terreno, iscritto a bilancio al netto degli ammortamenti.

Così, in questo giugno senza partite, molti si sono messi a calcolare se e quanto la Roma dovesse generare in ricavi o plusvalenze, se fosse necessario sacrificare Svilar, il giovane Pisilli, o se per Koné sarebbe arrivata una di quelle offerte che non si possono rifiutare — e qui la citazione è più colta, come giustamente rivendicato.

E questa giostra continuerà fino all’ultimo giorno di giugno, con noi tifosi in attesa di notizie. Che poi, se non arrivano cessioni, la rosa resta forte com’è. Con la controindicazione, però, di non sapere come la prenderebbero quegli strozzini dell’Uefa. Quali sanzioni ci toccherebbero? Finché si tratta di una multa, pazienza: ci pensano i Friedkin, che i soldi ce li hanno. Noi al massimo possiamo permetterci un abbonamento basic o plus.

A proposito: la campagna abbonamenti ancora non è partita, e confesso che l’ansia sale. Perché il rinnovo dell’abbonamento della Roma è una di quelle incombenze che non si possono rimandare. Si fa il primo giorno, mica come la bolletta della luce che aspetti l’ultimo per pagarla. Senza elettricità puoi stare qualche ora, ma una partita della Roma non te la puoi perdere.

E sempre, comunque, Forza Roma. By

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