NOI TIREREMO DRITTO! 

Giorgia nostra, si sa, è una con due palle così, più grosse e pesanti di quelle di tanti omuncoli da strapazzo. Così, ieri, impavida e fiera, si è presentata al Senato della Repubblica davanti a un’accozzaglia di parassiti — soprattutto quelli dell’opposizione — che passano il tempo a insultarla e criticarla senza offrirle alcun aiuto. L’unico che si salva è quel brav’uomo di Calenda, favorevole addirittura al nucleare e capace di proporre una cabina di regia nell’interesse della naz(z)ione. Quegli altri invece, lascia sta’.

 

Quel furfante di Renzi ha fatto il solito show, paragonando il nostro fantastico governo — il secondo più longevo della storia della Repubblica — alla famiglia Addams. Ma io dico: come si permette, sto buzzurro? Ci dà della famiglia Addams? A noi di destra, che siamo sempre così belli, pettinati, puliti e pure un po’ rifatti? Certo, il ministro Giuli potrebbe aggiornarsi un po’, essere più trendy, più casual, invece di andare in giro con quelle giacche antiche, il panciotto e l’orologio nel taschino, che sembra uscito direttamente dall’Ottocento. Ma il nostro Giuli è fatto così, ha i suoi modi particolari. E basta che non litighi ancora con Salvini, visto che pare che qualche giorno fa stessero addirittura per fare a botte. È dovuta intervenire Giorgia nostra a dividerli, neanche fosse la professoressa di una terza media. 

Quanto alla famiglia Addams, Renzi si guardasse dentro casa sua, tra tutte quelle zecche di sinistra che, si sa, si vestono male, non si fanno la barba tutti i giorni e magari manco si lavano. Apposta le chiamiamo zecche, aho. 

Comunque, tornando ai fatti nostri e al bene della naz(z)ione, Giorgia gliene ha cantate quattro a quel manipolo di bivacchi di senatori — e scusate la citazione storica, ma er poro Benito ce l’ho sempre sulla punta della lingua. Ha detto che va tutto bene e che non bisogna lamentarsi: i salari crescono, poco ma crescono; l’occupazione è aumentata; e la pressione fiscale è salita solo perché abbiamo sbagliato l’algoritmo. Questo Paese va a gonfie vele, che vi credete? E quando Giorgia va al supermercato a fare la spesa, non sa a chi dare il resto per tutta la gente che vuole parlarle e farsi un selfie. 

Altro che crisi di governo. Noi tireremo dritto, sappiatelo bene. E mo’ ve famo pure una legge elettorale nuova, che non si sa mai con quello che può succedere. Tanto le leggi elettorali sono così complicate che non ci capiscono niente nemmeno gli studenti di diritto, figurarsi i comuni mortali che non conoscono neppure i primi articoli della Costituzione. L’importante è che sia fatta bene e, soprattutto, che ci faccia vincere le prossime elezioni. 

Così ci togliamo di mezzo pure quel democristiano di Mattarella e ci riproviamo con la magistratura. E a chi sciopera o scende in piazza, lo manganelliamo per bene. Insomma, finiamo il lavoro che abbiamo iniziato in questa legislatura. Ci sta pure Vannacci, aho. E vuoi vedere che pure quel brav’uomo di Calenda ci darà una mano? Così vinciamo di prepotenza come l’Inter del nostro grande presidente Gnazio che non vede l’ora di andare al Quirinale. Se lo meriterebbe proprio, magari si porta dietro pure il busto del duce che pure basta con questa storia che non si può dire che nel ventennio sono state fatte cose buone!  A noi!

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