SPIAGGIA E LIBRI
Capita anche questo sulla spiaggia. Imbattersi in qualcuno che conosci da anni ma assai di ‘striscio’ o di ‘straforo’, magari per la comune e involontaria frequentazione di certi ambienti o luoghi da consumo di tempo libero di massa. Mettiamola così, ecco, mantenendo un alone quasi misterico.
Ecco, il tizio in questione saluta perché è, comunque e a dispetto del suo
fisico imponente, quasi da bodyguard, una persona assai educata. Mi trova con
un libro aperto, mentre un altro è appoggiato su un telo da mare.
E, così, forse non trovando argomenti di conversazione più immediati mi
pone la domanda assai retorica; ma tu leggi molto? Eh sì, rispondo, ne leggo,
addirittura, due alla volta. Non voglio pavoneggiarmi, quasi lo giuro come nei
Tribunali dove dicono e scrivono che la legge è uguale per tutti. Anzi,
immaginando che il tizio non sia proprio un appassionato di romanzi e
saggistica, mi piacerebbe scivolare subito verso un altro argomento di
conversazione.
E, invece, il tipo continua e afferma che sì, pure riconoscendo
l’importanza della lettura, che dire, lui quando apre un libro proprio non ce
la fa e dopo qualche minuto (forse secondo) rischia di addormentarsi. Cerco di
rincuorarlo, è una questione di allenamento gli dico, azzardando il solito
paragone tra l’esercizio intellettivo e quello fisico.
E, allora, mi racconta di quando in un tempo chissà quanto lontano ma,
soprattutto, quanto immaginario, teneva un sacco di libri per casa. Mi viene
quasi da ridere, pensando al problema per me quasi insolubile di sistemare
tutti i libri, appunto, per casa.
E, comunque fai bene, mi dice quasi dandomi la sua benedizione. Faccio bene
a leggere così tanto, ecco. A me piace e, da qualche tempo, cerco di leggerne
due contemporaneamente, preferibilmente un romanzo e un saggio. Perché la vita
è breve e, ogni volta che entro in una libreria, trovo almeno una decina di
romanzi o saggi che vorrei immediatamente leggere. E, quindi, ecco faccio bene.

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