SPIAGGIA E LIBRI

Capita anche questo sulla spiaggia. Imbattersi in qualcuno che conosci da anni ma assai di ‘striscio’ o di ‘straforo’, magari per la comune e involontaria frequentazione di certi ambienti o luoghi da consumo di tempo libero di massa. Mettiamola così, ecco, mantenendo un alone quasi misterico.

Ecco, il tizio in questione saluta perché è, comunque e a dispetto del suo fisico imponente, quasi da bodyguard, una persona assai educata. Mi trova con un libro aperto, mentre un altro è appoggiato su un telo da mare.

E, così, forse non trovando argomenti di conversazione più immediati mi pone la domanda assai retorica; ma tu leggi molto? Eh sì, rispondo, ne leggo, addirittura, due alla volta. Non voglio pavoneggiarmi, quasi lo giuro come nei Tribunali dove dicono e scrivono che la legge è uguale per tutti. Anzi, immaginando che il tizio non sia proprio un appassionato di romanzi e saggistica, mi piacerebbe scivolare subito verso un altro argomento di conversazione.

E, invece, il tipo continua e afferma che sì, pure riconoscendo l’importanza della lettura, che dire, lui quando apre un libro proprio non ce la fa e dopo qualche minuto (forse secondo) rischia di addormentarsi. Cerco di rincuorarlo, è una questione di allenamento gli dico, azzardando il solito paragone tra l’esercizio intellettivo e quello fisico.

E, allora, mi racconta di quando in un tempo chissà quanto lontano ma, soprattutto, quanto immaginario, teneva un sacco di libri per casa. Mi viene quasi da ridere, pensando al problema per me quasi insolubile di sistemare tutti i libri, appunto,  per casa.

E, comunque fai bene, mi dice quasi dandomi la sua benedizione. Faccio bene a leggere così tanto, ecco. A me piace e, da qualche tempo, cerco di leggerne due contemporaneamente, preferibilmente un romanzo e un saggio. Perché la vita è breve e, ogni volta che entro in una libreria, trovo almeno una decina di romanzi o saggi che vorrei immediatamente leggere. E, quindi, ecco faccio bene.

Poi, questa mattina e sempre a proposito di letture, mi capita un articolo su un quotidiano dove è riportata un singolare quanto inquietante dato; solo un italiano su tre completa in un anno la lettura di un libro. Meglio così, penso amaramente, così non aumenta troppo il prezzo di saggi e  romanzi; e, poi ripensando al tizio della spiaggia, vuoi mettere? Tutti a leggere e con la palpebra incerta, rischieremmo, insomma, di essere un popolo di addormentati. Invece, guarda come sono svegli quelli che ci governano. Che capiscono bene gli umori del paese al punto da attribuire un sottosegretariato alla cultura a una tipa che, qualche tempo fa, rivelò di non aver letto un libro negli ultimi enne anni (non ricordo quanti) E buona lettura a chi vuole e a chi può. Con gli occhi ben aperti, mi raccomando

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